Dal tramonto all’Elba

Una delle bellezze toscane è sicuramente l’Isola D’Elba, particolare lembo di terra non tanto distante dalla costa (40 minuti di navigazione) con caratteristiche naturali all’interno molto curiose tra cui il Monte Capanne (1018m) a volte innevato in inverno. Parlare della bellezza dell’isola non era comunque l’intento di questo post, ma sicuramente l’introduzione può servire per far capire di quante bellezze è composta l’Italia e la Toscana. Ma come recitava il vecchio adagio chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti ed il risvolto negativo dell’isola sono proprio i suoi amministratori e nel contempo i suoi abitanti. Mentre dall’altra parte dell’Italia, sulla costa romagnola ed anche più in giù, a fronte di scarse bellezze naturali, si cerca di favorire il turismo non solo durante i mesi estivi, superaffolati da Giugno a Settembre, da questa parte l’accoglienza e l’organizzarsi per avere movimento per tutto l’arco dell’anno fa un pò “schifo”. Non so quanti di voi abbiano avuto esperienze elbane, ma vi garantisco che all’Isola Elba ci vai per la natura, per i luoghi non certo per l’accoglienza. Infatti, finito la calura del periodo estivo, l’Elba diventa un isola da dimenticare. Eppure proprio per quelle caratteristiche sopracitate potrebbe “funzionare” tutto l’anno ma evidentemente agli elbani basta così. In realtà, la telefonata di un amico che vive la, mi ha fatto capire che la situazione non è poi così idilliaca anzi, dopo anche le recenti alluvioni che l’hanno messa in ginocchio, c’è già chi sull’isola “invidia” il naufragio della Costa Concordia vedendo sopratutto il risvolto turistico che ha creato, essendo tutte le strutture alberghiere e non completamente prese d’assalto. Cari amici elbani, elbini, isolani o che dir si voglia, il fatto che voi oggi vi “augurate” un evento eccezionale come i recenti fatti accaduti all’Isola del Giglio, dimostra quanta poca fiducia avete nel vostro territorio che potrebbe essere sfruttato, oltre al mare, anche diversamente, invece di attendere il turista per due mesi e “spennarlo”. Le potenziali iniziative che si possono fare sull’isola sono tante ognuna collocata in un periodo dell’anno organizzando meglio e creando nuove “attrazioni” a prezzi decisamente abbordabili. In riviera si sono inventati un centro congressi perchè il turismo estivo era un pò calato, e adesso hanno turismo tutto l’anno. C’è il mare e c’è la montagna e ad esse collegate tutta una serie di iniziative possibili. Se oggi penso all’Elba a cosa pensiamo? Al mare e al periodo estivo, tutta al più a qualche ponte primaverile, ma non certo all’inverno. Siete la terza isola italiana per una superficie di 223 km/2 e non riuscite a farla fruttare? Fatevi un bel mea culpa signori, perchè non dovete attribuire tutto alla crisi. La crisi è anche quella che avete fatto maturare in questi anni di vacche grasse e che oggi siete a rimpiangere. Oggi della bellezza dell’Elba al cittadino medio interessa il giusto e preferisce un pò più di melma, un mare non tanto trasparente, ma tanta cortesia e risparmio, come trova già sul versante opposto dell’appennino, e prima di augurarsi un naufragio dovete iniziare a pensare al vostro che è già in corso da qualche anno.

Do ut des

Do se dai. Praticamente un dogma sin dall’alba dell’uomo. Difficilmente nel mondo moderno e sopratutto in politica questa frase latina viene disattesa anzi… I famosi voti di scambio, di favore, nascono sempre dall’inciso io ti do se tu mi dai. E lo sa benissimo ancora una volta il nostro sindaco di Firenze, quel loRenzi il Magnifico che si sta spianando la strada a suon di accordi e “vicinanze” (evito di parlare di “inchini” per i noti fatti navali) verso quella classe imprenditoriale che lo vede come il nuovo che si affaccia alla politica nazionale. 70 gli imprenditori accorsi al Big Bang della Leopolda e nessuno escluso ha fatto i complimenti  a questa figura che si fa largo nelle file del PD nato dalle ceneri dei comunisti. Un paradosso direte voi. In effetti crescere all’interno di un partito dove in realtà non si dovrebbero mai fare gli accordi “coi padroni” la dice lunga su chi e su cosa abbia votato Renzi alle Comunali e successivamente lo farà a livello nazionale. Non solo, ma con la dipartita di Berlusconi, Renzi sarà quel catalizzatore di tutti i voti sia di destra che di sinistra ed ora anche di centro che confluiranno in (forse) in un nuovo partito o movimento all’insegna di una nuova DC. Già il PD ha perso gran parte delle sue radici, se poi si inseriscono elementi come Renzi, la vedo dura continuare a sbandierare la bandiera del partito dei lavoratori, se poi ci mettiamo una leadership del PDL con un cattolico convinto ecco ricreato quel centro cristiano democratico che farà risorgere tutti i vari Casini (anche di fatto), Buttiglione, Mastella e company. Perchè in fondo è da li che Renzi proviene e quello sarà il suo obiettivo. La cosa che mi lascia più perplesso alla fine saranno i voti che prenderà il giovane sindaco in tutta questa operazione: una cosa è racimolare 100 mila voti a livello locale con anziani lobotomizzati portati a votare anche la cacca se il partito lo richiede, l’altro è capire che valenza avrà l’operazione a livello nazionale. Ardua sarà la sentenza. Intanto il buon sindaco ha già messo in pratica il do ut des ed ha avuto risposta positiva da chi ha un minimo di valenza a livello economico e non mi sembra che al Big Bang fosse rappresentata la gente qualunque. Poi si vedrà.

La Concordia della politica

E’ incredibile di come alcuni fatti, taluni luttuosi, altri meno si possono rapportare a situazioni che rispecchiano l’andamento politico delle cose. A parte l’ovvio parallelismo con il Titanic 100 anni fa, il naufragio della Concordia mette in evidenza un pò tutta la debolezza della struttura italia (il minuscolo è dovuto dal declassamento). Senza voler fare troppi giri di parole o essere troppo narrativo e drammatico della cronaca (per quello ci sono già i giornalisti) la vicenda assume degli aspetti veramente interessanti da sottolineare. In primis l’atteggiamento responsabile del capitano che, come tutti ben sappiamo, dovrebbe essere l’ultimo ad abbandonare la nave. Questo sia per statuto ma anche per una legge morale aggiungo io, in quanto oneri e onori spettano sempre a chi ha più responsabilità o almeno ha fatto di tutto per averle. Invece, il buon capitano, quatto quatto, come i politici odierni, ha pensato bene di abbandonare la nave prima degli altri per poi mettersi seduto sullo scoglio ad assistere al suo misfatto, lasciandosi (si narra) alla più classiche delle escalmazioni (in dialetto): “…e che sò più fess…ue!”. Bravo comandante, sicuramente hai studiato a Montecitorio dove la sono maestri nello scappare dalle proprie responsabilità. Poi ci sono i passeggeri, meravigliosi interpreti di questo tempo dove, nonostante il dramma, hanno pensato bene di fare subito dichiarazioni televisive del tipo: “sembrava di essere sul Titanic!!”. Ora, con tutto il rispetto, l’ultimo dei passeggeri del Titanic mi sembra che sia deceduto qualche anno fa, e prima di fare un affermazione del genere ci penserei parecchio anche perchè c’è da valutare una cosa molto importante che nessuno ha detto: sul Titanic affondato nelle gelide acque dell’Atlantico nel 1912, sono morte 1523 persone (su 2200) in sole 4 ore prima che la nave sprofondasse negli abissi. Sul Concordia, per fortuna, e lo sottoscrivo, su 4200 persone siamo a 10 vittime circa e considerando il tutto, dramma si, ma molto contenuto nei risvolti finali, ripeto, fortunatamente!. Certo con la situazione nazionale e internazionale a questi livelli, quale migliore strategia per inondare l’etere con immagini e frasi dei sopravvissuti (tutti) per fare notizia? Contrariamente alla Concordia la politica di morti ne fa parecchi invece, non solo quelle persone che si tolgono indegnosamente la vita perchè emarginati dal loro stesso stato, ma anche di quelli che lo stato non tutela come i suoi soldati e forze dell’ordine. La nostra nave è ormai morente e i nostri politici a sedere sugli scogli del parlamento a vedere dei tecnici che stanno tentando di far galleggiare di nuovo questa immensa barca, facendo più danni degli scogli stessi, con il cittadino sempre pronto ad apparire in tv, perchè oramai è solo quello che conta: salutare con la manina dietro la telecamera o ad assistere a pietosi programmi con improbabili attori e attricette. Questo è quello che ci deve insegnare il Concordia, una bellissima nave arenatasi in un posto bellissimo quale l’Isola del Giglio che adesso si trova ad avere un pachiderma inerme a turbare il proprio equilibrio naturale. Come 100 anni fa la natura dimostrò agli uomini che non esiste l’inaffondabile, oggi la natura (e lo scarso cervello degli uomini) ha dimostrato che basta un sasso per far crollare un mondo. Ma c’è anche un altro parallelismo da notare, forse molto più inquietante: nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale con la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia. Oggi, un paese confinante con l’Austria, l’Ungheria è salita sulle barricate urlando il suo NO al giogo dell’Unione Europea che sta cannibalizzando gli stati per meri profitti speculativi. Sicuramente non sarà una guerra con le armi ma forse qualcosa di nuovo si sta muovendo sul fronte occidentale.

Lista Criminale

…e tutto questo solo nel 2011…

13 gennaio, Recanati: un albanese di 26 anni spara ad un connazionale 41enne all’interno di un bar, uccidendolo.

29 gennaio, Firenze: due cittadini romeni hanno assalito una vettura della Polizia, intervenuta per aiutare un loro connazionale. I poliziotti hanno riportato lesioni per dieci giorni, uno degli aggressori aveva  un coltello.

9 febbraio, Pistoia: rissa in carcere tra detenuti albanesi, ferito un agente di polizia penitenziaria.

12 febbraio, Bologna: due tunisini e una rom adescano tre studenti veneti, tra cui un minorenne, li portano in un capannone e li derubano dopo averli picchiati.
15 febbraio, Roma: romeno adesca turista statunitense, la porta nel parco di villa Borghese e la stupra dentro una vecchia cabina elettrica dismessa.
15 febbraio, Torino: in corso san Maurizio scoppia in piena notte un maxi-rissa tra cinesi, che si danno appuntamento con bottiglie di vetro e mazze da baseball. Arrestati in dieci.

16 febbraio, Teramo: agente di polizia penitenziaria aggredito in carcere da detenuto di etnia rom.

2 marzo, Firenze: un albanese di 28 anni aggredisce un passante e spara per strada con una pistola scacciacani.

3 Marzo, Rimini: rumeno arrestato per furto e aggressione. La Squadra Mobile ha fermato a Rimini un rumeno per rapina aggravata, in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare.

6 marzo, Savona: due albanesi vengono alle mani con due italiani all’interno del centro commerciale Ipercoop. Al termine della lite, uno dei due albanesi, ubriaco, aggredisce altre 4 persone.

21 marzo, Montebelluna (Tv): due albanesi aggrediscono e picchiano Mauro Maurin, vincitore del Gf 10.

9 aprile, Ventimiglia: 4 romeni ubriachi aggrediscono un giovane 20enne, il padre interviene a difenderlo ma viene ucciso dal branco a calci e pugni.

30 aprile, Roma: 6 filippini naturalizzati italiani violentano a turno una 17enne romana in una pineta, tenendola  in ostaggio tutta la notte.

3 maggio, Roma: un 38enne romano viene picchiato a sangue, morirà in ospedale il 17 giugno. Il 23 luglio sarà arrestato un 28enne albanese in Italia clandestinamente, cui la vittima faceva da prestanome: è uno degli autori del pestaggio.

19 maggio, Roma: un romeno bastona un pensionato di 86 anni che voleva difendere la sua bicicletta dal furto: la vittima è stata sottoposta ad un intervento chirurgico ad un occhio.

20 maggio, Fermo: due albanesi accoltellano un 32enne di Fermo, perforandogli un polmone. La vittima un mese dopo finirà in coma a causa di un brutto incidente stradale in circostanze poco chiare.

29 maggio, Nettuno (Roma): pirata della strada romeno investe e uccide bimbo 16enne in bicicletta.

29 maggio, Milano: al parco Sempione scoppia una rissa tra sudamericani e nordafricani, interviene un senegalese che viene colpito da una coltellata al fianco.

9 giugno, Milano: quattro nomadi, di cui due minorenni, fuggono in auto dopo una rapina, investendo ed uccidendo un 28enne italiano.

13 giugno, Roma: romeno 29enne, ubriaco alla guida, investe ed uccide un bosniaco di 28 anni.

14 giugno, Verona: detenuto magrebino con un manico di scopa aggredisce in carcere cinque agenti.

15 giugno, Varese: uomo aggredito da rumeno. Era nel bagno delle Corti – Brutale aggressione in centro città: il fatto si è verificato attorno alle 12.30 nella zona del centro commerciale Le Corti [...] Si tratta di un quarantenne romeno pluripregiudicato per reati contro la persona e il patrimonio, già noto alle forze dell’ordine di Varese per l’abitudine di stazionare senza occupazione presso le stazioni ferroviarie cittadine e piazza Repubblica.

19 giugno, Bologna: detenuto extracomunitario rifiuta di farsi perquisire ed aggredisce due agenti, ferendoli.

20 giugno, Fano: 8 albanesi entrano in una villa di notte in cerca di gioielli. Non trovando nulla si accaniscono su marito, moglie e figlio presenti in casa, malmenandoli per due ore.

1 luglio, Savona: due albanesi, di 30 e 32 anni, assieme ad un 25enne savonese, provocano e picchiano cinque minorenni all’interno di un bar.

7 luglio, Ivrea: detenuto extracomunitario aggredisce a calci e pugni tre agenti di polizia penitenziaria.

17 luglio, Altamura: maxi-rissa con accoltellamenti tra quattro albanesi e due fratelli romeni.

19 luglio, Padova: rissa tra tunisini e nigeriani per il controllo dello spaccio, coinvolti in sessanta.

22 luglio, Varese: tre albanesi aggrediscono con pugni, calci e bottigliate due uomini italiani e due donne peruviane davanti ad un locale, ferendo gravemente all’addome uno dei due italiani.

23 luglio, Cuneo: ragazza invalida violentata da due marocchini. Incontro casuale in discoteca e poi abusi in una casa.  Violentata dal ‘branco’ dopo un incontro casuale in discoteca a Dogliani: la vittima e’ una ragazza piemontese di 20 anni, invalida civile al 46% per problemi di natura psichica. I presunti responsabili, operai di origine marocchina, immigrati regolari che vivono a Dogliani, sono stati arrestati dai Carabinieri per violenza di gruppo aggravata.

25 luglio, Cerreto Guidi (Fi): tre albanesi aggrediscono, rapinano e picchiano una coppia di fidanzati, stuprando la donna e rinchiudendo l’uomo nel bagagliaio dell’auto nella quale si erano appartati.

27 luglio, Torino: nordafricano aggredisce bambina di 11 anni per strapparle la collanina e prende a bottigliate la mamma che cerca di difenderla.

30 luglio, Parma: due tunisini picchiano e derubano nel parcheggio dell’ospedale Maggiore un cittadino bulgaro residente a Parma.

31 luglio, San Benedetto del Tronto: 6 albanesi aggrediscono due connazionali all’interno di una discoteca.

28 agosto, Carugate (Mi): due romeni 20enni stuprano un’italiana 40enne in una discarica.

3 settembre, Savona: due albanesi caricano in auto con la forza una ragazza russa, ex fidanzata di uno dei due. Quando lei riesce a liberarsi, con l’aiuto di due passanti, gli aggressori picchiano anche uno dei due soccorritori.

3 settembre, Alassio: marocchino di 30 anni insegue una giovane 21enne, la palpeggia, e, alla reazione della ragazza, la ferisce alla schiena con i cocci di una bottiglia.

5 settembre, Ragusa: due tunisini armati di una pala e un tubo di ferro picchiano e colpiscono ripetutamente al capo un romeno.

8 settembre,  Torre Pellice: 21enne romeno uccide a coltellate il rivale in amore e minaccia di morte l’ex fidanzata.

18 settembre, Bologna: rumeno ubriaco investe e uccide 21enne. È stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo aggravato dall’aver guidato la vettura in stato di ebbrezza  un romeno di 27 anni che il giorno prima attorno alle 21 ha investito e ucciso, mentre era la volante di un’Alfa 156, un ciclista di 21 a Mordano, vicino ad Imola.

19 settembre, Rimini: due marocchini aggrediscono e rapinano un bagnino 64enne.

19 settembre, Viareggio: quattro aggressioni a catena con accoltellamenti nella stessa notte. Vittime e aggressori cittadini immigrati, movente la guerra tra bande di extracomunitari per il controllo della droga.

20 settembre, Treviso: due romeni avvicinano un giovane trevigiano, lo percuotono con calci e pugni e gli rubano portafoglio e cellulare. Alla vittima sarà riscontrata una grave emorragia cerebrale.

25 settembre, Vicenza: rissa e bottigliate tra nigeriani davanti ad un locale di Ponte Alto. All’arrivo della polizia, le volanti saranno accolte da lanci di bottiglia.

28 settembre, Sanremo: immigrato nordafricano aggredisce due agenti del Commissariato.

28 settembre, Roma: in zona pineta Sacchetti un 45enne ecuadoriano colpisce ripetutamente al volto con bottiglie di vetro un connazionale. All’arrivo dei Carabinieri, altri due ecuadoriani colpiscono con calci e pugni i militari.

28 settembre, Lecce: un 17enne viene picchiato da alcuni coetanei all’uscita della scuola, il 2 ottobre sarà arrestato un 16enne di origini albanesi identificato come uno degli aggressori.

29 settembre, Cammarata (Ag): romeno aggredisce selvaggiamente con un bastone di legno il custode di un’azienda agricola, rubando poi alcuni oggetti custoditi all’interno dell’azienda stessa.

6 ottobre, Formia: romeno residente in un campo rom alle porte di Napoli sequestra e violenta più volte una donna italiana: arrestato il 10 ottobre a Casoria (Na).

8 ottobre, Montesilvano (Pe): 4 romeni accoltellano di notte due albanesi fuori da un locale.

9 ottobre, Vallenoncello (Pn): maxi-rissa tra due fazioni di immigrati. Una decida di romeni da una parte e quattro albanesi dall’altra.

9 ottobre, Trofarello (To): Al casello autostradale un tir schiaccia un’auto contro il pullman su cui viaggiavano i giocatori del Toro, causando due morti e un ferito grave. A bordo del Tir cinque Rom: due di origine bosniaca saranno arrestati il 22 dicembre. Avevano rubato il Tir con 20mila bottiglie di vino, e non volevano pagare il pedaggio.

10 ottobre, Castelnovo Monti (Re): tre albanesi picchiano con calci e pugni un 44enne italiano davanti ad un bar della frazione Felina.

11 ottobre, Milano: ad una fermata del metro, algerino colpisce ripetutamente al volto un 51enne italiano e gli strappa di dosso la collanina.

20 ottobre, San Remo: due minorenni marocchini aggrediscono una donna 40enne.

23 ottobre, Potenza: in un bar scoppia una rissa tra due marocchini, uno dei due accoltella l’altro, uccidendolo.

24 ottobre, Treviso: 26enne colombiano stupra brutalmente una studentessa 20enne nei pressi della stazione.

25 ottobre, Roma: cinque giovani cinesi violentano una studentessa italiana di 21 anni.

27 ottobre, Pistoia: un 32enne albanese aggredisce e picchia il direttore della Caritas di Pistoia, davanti alla mensa Caritas.

27 ottobre, Lucca: in manette rumeno ubriaco, ha distrutto la casa della badante e aggredito i poliziotti. Arrestato un 21enne rumeno per aver perso il controllo, sotto gli effetti dell’alcool, in un’abitazione in zona San Marco, distruggendo mobilia e suppellettili e aggredendo i poliziotti giunti sul posto.

28 ottobre, Trieste: detenuto tunisino minaccia agente con una lametta, lo aggredisce e lo malmena.

30 ottobre, Vibo Valentia: due romeni assaltano una stazione dei carabinieri, aggredendo alcuni militari.

5 novembre, Reggio Emilia: magrebino aggredisce e accoltella ad una spalla un georgiano clandestino.

6 novembre, Taranto: giostraio romeno 30enne arrestato per stupro e molestie nei confronti di una connazionale 12enne.

6 novembre, Firenze: 4 albanesi ubriachi aggrediscono e picchiano un 19enne, figlio di un consigliere comunale. Intervengono due amici dell’aggredito, e sono botte pure per loro.

8 novembre, Ortona: preso il rumeno che aggredì a calci e pugni il gestore di un bar di Ortona, la sera del 23 ottobre. Si tratta di un 37enne rumeno residente a Orsogna. In quella circostanza, l’aggressore colpì alle spalle la vittima poco prima della chiusura, mentre l’uomo si accingeva alle pulizie di fine giornata, e portò via l’incasso giornaliero di 200 euro.

12 novembre, Codogno: barista aggredito, marocchino gli lancia bicicletta. Il gestore di un bar della città si è rifiutato di dare da bere ad un uomo perchè aveva già bevuto molto ed era ubriaco. E quando ha iniziato anche a diventare molesto, si è messo ad urlare e ha lanciato addosso al barista e ad altre persone presenti un’arma insolita: una bicicletta. Sono stati allertati i Carabinieri, che con non poca fatica, sono riusciti a bloccare l’individuo. Si tratta di un marocchino 30enne, irregolare in Italia, arrestato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

14 novembre, Lucca: tre marocchini aggrediscono e feriscono gravemente due connazionali.

16 novembre, San Remo: botte tra marocchino clandestino e moldavo clandestino in pieno centro.

17 novembre, Roma: uccise e bruciò due persone: arrestato un 30enne romeno. Nel luglio scorso il titolare di una falegnameria, Bruno Lanna e un suo amico di vecchia data, Mario Mattozzi, vennero trovati morti: i loro corpi dati alla fiamme e con segni riconducibili a colpi di ascia sulla testa. I carabinieri di Frascati, alle porte di Roma, hanno arrestato un cittadino romeno di 30 anni, ritenuto responsabile del duplice omicidio, avvenuto ad Artena, alle porte di Roma. Si tratta di un ex dipendente della falegnameria. L’uomo dopo aver commesso il delitto si era nascosto in Romania.

19 novembre, Firenze: in piazza Santo Spirito scoppia una rissa tra spacciatori nordafricani, che si prendono a bottigliate. Ad avere la peggio un 25enne tunisino che resta a terra ferito gravemente.

21 novembre, Brescia: marocchino arrestato per aggressione e stupro. E’ stato arrestato  il marocchino di 24 anni che a Rovato in Provincia di Brescia ha aggredito una coppia di ragazzi violentando poi la donna.

21 novembre, Milano: dipendente Atm aggredito in stazione da un immigrato. Si accascia: infarto. Ricoverato in arresto cardiaco. Si è sentito male due-tre minuti dopo il colpo. L’aggressore è un senegalese 18enne.

22 novembre, Legnano: un albanese di 30 anni picchia selvaggiamente una prostituta, rubandole 20 euro.

24 novembre, Messina: tre romeni aggrediscono un albanese in piazza Messina, ferendolo in testa con una bottiglia.

25 novembre, Treviso: giovane preso a calci e rapinato Arrestati i due aggressori romeni. Due romeni sono stati arrestati dai Carabinieri di Treviso per la violenta aggressione ad un giovane, 25 anni, di Meduna di Livenza.

25 novembre, Roma: in piazzale Prenestino un minorenne tunisino e un libico di 28 anni, entrambi clandestini, aggrediscono un 20enne nato a Cagliari ma di origini egiziane, uccidendolo con coltellate ad addome, schiena e torace.

27 novembre, Ferrara: quattro tunisini armati di catene aggrediscono e derubano tre connazionali.

27 novembre, Genova: extracomunitario ubriaco colpisce in testa una 16enne italiana con una bottiglia di vetro.

28 novembre, Alassio: pestaggio tra albanesi in piazza del Popolo.

28 novembre, Milano: marocchino accoltella ed uccide un connazionale.

28 novembre, Vasto: due giovani romeni, residenti da tempo a Vasto, aggrediscono con un bastone un connazionale.

29 novembre, Martinengo (Bg): rissa tra tre marocchini, uno dei tre perderà un occhio.

1 dicembre, Reggio Calabria: marocchino ubriaco si fa curare al Pronto Soccorso dicendo di essere stato investito da un’auto, ma durante la visita va in escandescenze e malmena brutalmente due medici.

2 dicembre, Cinisello Balsamo: un tunisino è arrestato per aver rubato lo scooter ad un operaio italiano. L’uomo aveva agito con complici, colpendo più volte la vittima prima di fuggire con il bottino.

4 dicembre, San Remo: 33enne romeno picchia selvaggiamente un connazionale che sarà ricoverato in prognosi riservata.

4 dicembre, Torino: rissa tra spacciatori africani e residenti del quartiere italiani che cercavano di allontanarli.

7 dicembre, Rimini: ubriaco tunisino aggredisce e molesta scommettitori all’interno di un punto Snai, e all’arrivo dei carabinieri si scaglia contro di loro.

11 dicembre, Venezia: albanese di 48 anni avvicina in stazione una donna, ferendola al fianco con un coltello a serramanico.

13 dicembre, Reggio Emilia: due tunisini aggrediti e accoltellati da alcuni connazionali.

14 dicembre, Santa Croce sull’Arno (Pi): 3 albanesi aggrediscono un loro connazionale con bastoni, calci e pugni.

15 dicembre, Novi Ligure: due marocchini e un albanese picchiano e accoltellano un tunisino, uccidendolo, nei pressi della stazione ferroviaria.

15 dicembre, Trieste: due senzatetto polacchi aggrediscono e rapinano un violinista 89enne residente in provincia di Trento, colpendolo con un pugno. La vittima muore il 19 dicembre.

17 dicembre, Reggio Emilia: detenuto di origine magrebina aggredisce in carcere un agente, ferendolo con una lametta.

17 dicembre, Biella: detenuto albanese aggredisce un sovrintendente di polizia in carcere.

18 dicembre, Civitanova Marche: Ambulanti abusivi extracomunitari aggrediscono vigili urbani durante un controllo, mandandone tre all’ospedale. La più grave una donna, colpita al volto da un pugno.

19 dicembre, Pisa: cinque tunisini inseguono in piazza Garibaldi, armati di coltelli, un cittadino palestinese. Aggressione sventata dalle forze dell’ordine.

20 dicembre, Bologna: tunisino senza patente cerca d’investire poliziotto e sferra pugni agli agenti. Alla vista di una volante, un tunisino di 39 anni in sella ad uno scooter ha accelerato zigzagando nel traffico di Bologna. Ha perso il controllo del mezzo, è caduto. Poi è risalito e, dopo aver tentato di investire un poliziotto, ha sferrato calci e pugni agli agenti prima di essere arrestato.

20 dicembre, Casoria: notte da incubo per una famiglia composta da madre, padre e figlia. Bastonati, imbavagliati e rapinati in casa da romeni. Sono stati sorpresi nel sonno, picchiati con bastoni e minacciati con le pistole. E ancora colpiti con pesanti ceppi di legna, legati mani e piedi con il nastro adesivo, imbavagliati e tenuti con la canna della pistola puntata alla tempia.

21 dicembre, Faenza: marocchino di 21 anni violenta in strada in pieno centro una ragazza di 22, in una cabina telefonica.

21 dicembre, Perugia: marocchino 36enne prende a bottigliate e colpisce con una coltellata al fianco la moglie incinta, sospettata di avere una relazione con un italiano.

22 dicembre, Bologna: arrestato un 16enne bosniaco, “capetto” di una baby-gang che a metà settembre aveva aggredito e picchiato un 14enne.

22 dicembre, Genova: marocchino di 38 anni, con precedenti penali ed espulsione a carico, aggredisce connazionale con una lametta da barba, ferendolo al collo.

24 dicembre, Milano: la sera della vigilia di Natale un pensionato milanese 83enne viene rapinato e picchiato nell’androne di casa da tre giovani Rom. Finirà all’ospedale.

25 dicembre, Milano: tunisino accoltella all’addome la moglie, italiana 35enne.

E questa è solo una piccola parte di un lunghissimo elenco di crimini compiuti da immigrati nel nostro Paese solo in questo 2011.
Gli italiani non sono razzisti, sono solo stanchi…stanchi di vedere immigrati che nelle graduatorie hanno la priorità su di loro, sono stanchi di non essere padroni di appendere un crocifisso nelle scuole dei propri figli per non mancare di rispetto ai compagni musulmani, sono stanchi di sentirsi dire che dobbiamo fare il possibile per integrare gli immigrati, quando dovrebbero essere loro a fare il possibile per integrarsi.
Gli italiani non sono razzisti, ma esistono i folli… perchè se un musulmano fa una strage di cristiani è un folle, mentre se accade il contrario è un razzista? I pazzi esistono ovunque e quindi non mettiamoci sempre di mezzo il razzismo…

Lettera alle istituzioni

Ero partito col voler scrivere un post, ma mi bastano le parole del collega Landin… Senza troppi giri di parole, senza ipocrisia

AL SINDACO PISAPIA ED A NIKI VENDOLA, riguardo il mio collega morto stasera a Milano. Lo conoscevo, abbiamo lavorato assieme, una persona vitale, simpatica, volenterosa, ottimista, sorridente. Ma non voglio fare un necrologio e nemmeno lanciare invettive, solo dire al sindaco questo: ciò che spinge a diffidare dei nomadi, non parlo di odiare, parlo di diffidare, è il fatto che la loro vita implica necessariamente l’illegalità. Ogni volta che si è entrati in un campo nomadi, si è trovata refurtiva, armi, droga; ogni volta che si parla di loro, il malaffare è dietro l’angolo ma non perché faccia parte della vita dei nomadi, ma proprio perché fa parte della vita di ogni persona sbandata e senza radici che, in questo caso, è istituzionalizzata da loro stessi e sostenuta, per misteriosi motivi, da più parti. Più parti che nascondono e negano l’evidenza, causando danno agli stessi nomadi perché, coprendoli, condannano loro e la loro progenie a vivere di male, e nel male.
I nomadi storici di quel piazzale, fra cui quelli coinvolti nel fatto di stasera, li conoscevo e li conosco: è da 20 anni che li conosco, e da decenni che infestano Milano, vivendo sempre in maniera discreta senza che abbiano mai svolto un’attività legale, vivendo di minaccia e prepotenza. Sono riuscito a contenerli, qualche volta, io ed altri volenterosi colleghi, ma ogni volta è stata un’iniziativa personale, a mio rischio, a rischio di essere additato come “razzista squadrista” da qualche benpensante non idiota ma criminale quanto loro e loro complice, perché non si può far finta di non sapere che nei campi rom c’è prostituzione minorile, c’è droga, ci sono depositi di armi. Sempre e dappertutto. E dappertutto hanno denaro a non finire, mandano figli anche minorenni alla guida con suv, appunto, a spacciare in locali notturni, facendo da corrieri.
Eppure, c’è sempre un Vendola della situazione disposto ad abbracciarli, ed un Pisapia disposto a dargli retta, insultando il buon senso e danneggiando, ripeto, tanto i suoi concittadini quanto gli stessi rom. Io reputo responsabili morali di questa morte tanto il sindaco, con la sua malintesa tolleranza, quanto Vendola, con la sua falsità e la sua propensione a sfruttare ogni onda ad effetto pur di fare scalpore e notizia, ma con gli zingari non si scherza, con gli zingari non è un gioco, con gli zingari è morte. Come volevasi, purtroppo, dimostrare.
Ora chiudo, passato il clamore iniziale, ora che è passata la mezzanotte, prendo la mia macchina e, benché claudicante, mi reco sul luogo dove il mio collega è morto, ucciso dall’ipocrisia.
Voglio andare li, e pensare un po’ a questo schifo di mondo che, sempre più, penso che sarà bello lasciare, quando sarò vecchio.
Fa troppo schifo

Giuseppe Landin

Cosentinopoli

Adesso scriverò una cosa che a molti di voi sembrerà strana: stamani ho letto La Repubblica… Aspettate, solo l’articolo di Saviano sulla votazione Cosentino. E l’ho anche letto tutto… Dunque, da dove iniziare… Ah! Saviano è un giornalista… Strano nel leggerlo sembrava più l’ortolano sotto casa mia (Campano anche lui). Caro Saviano ti scrivo, leggi e impara da questo mediocre ragazzo da quattro soldi.

La vicenda Cosentino in tutti i suoi aspetti e lati ci porta anzi, ci conferma, la totale mancanza di spina dorsale da parte della politica e dei suoi componenti. Dall’ex destra all’ex sinistra tutti (e dico tutti) si sono schierati a favore della autorizzazione a non procedere contro Cosentino. Non vi lasciate trarre in inganno dai 298 contro i 309 voti, quelli fanno parte solo del gioco delle parti. In realtà era già stabilito da tempo il verdetto anche se oggi c’è chi tuona per essere un paladino della giustizia e chi un garante. Ieri la politica ha fatto quadrato su se stessa, una sorta di “testuggine romana” atta a proteggere tutti all’interno indipendentemente dalla posizione assunta nell’anfiteatro di Montecitorio. Sono perfettamente inutili gli articoli dei “giornalisti” che invocano lo scandalo, la collusione tra mafia e politica, i baci dentro le Panda e così via. E’ aria fritta caro Saviano, aria fritta per lettori fritti, che altro non cercano che conferme dai giornalai e imbonitori da entrambi gli schieramenti per alleviare quel profondo malessere che una volta aveva il volto di Berlusconi. Senza il grande cattivo, il trombeur de famme, siete tutti persi ad iniziare da Santoro, Travaglio, Ledner, perfino Bocca ha deciso di passare a miglior vita perchè in questa non c’era più nulla da fare… Non si condanna la politica con i giri di parole, la si condanna e basta, e la migliore soluzione è istruire la gente ad annullare la scheda elettorale per dare un segno forte a tutti che ci siamo rotti le scatole. Continuando a sostenere l’insostenibile diventiamo tutti complici. Ma certo, pensandoci bene, anche a te cosa importa? Te predichi bene ma razzoli male con i soldi provenienti da collaborazioni come Repubblica, altre testate, scrivi libri, e non credo che tutti i soldi che ti piovono siano frutto del tuo “sudore”. Non credo che tu percepisca 1500 euro al mese come il popolo… A me la politica odierna fa schifo perchè rappresentata da persone che non mi rappresentano. Questo è quello che dovresti scrivere e che non scriverai mai, perchè in fondo è la politica stessa che ti paga, come pagava la presenza di Berlusconi. La mafia è politica e la politica è mafia. Prendila come vuoi ma è dall’alba dei tempi che tutto funziona così. Che poi oggi si chiami mafia, brigantaggio, massoneria, lobby, e tutte le forme che si sono affacciate nelle società civili, è una cosa risaputa. Non esiste uno stato ideale. Esistono forme di governo meno ipocrite del nostro, quello si. Esistono forme di governo più eque e solidali ma sempre controllate da interessi e movimenti esterni. Nella prima Repubblica, i grandi ladroni additati dai falsi moralisti, erano dei ragazzi rispetto a questi, e quello che ha “rubato” (verbo coniato da latri) Craxi oggi lo “ruba” un sottosegretario o un porta borse. La prima Repubblica aveva un obbiettivo di lucrare ma anche di far lucrare al popolo perchè un popolo con la pancia piena non farà mai la rivoluzione. Evitiamo le cazzate che il nostro è un debito atavico. Il nostro debito è peggiorato da quando il Sig.Prodi ci ha svenduto con l’euro. E’ li che abbiamo iniziato noi del popolo a soffrire. Una pizza da 5000 lire è passata a 5 euro il che è più del doppio. Vuoi fare il giornalista di frontiera? Evita i grandi temi e scendi tra noi, così ti renderai conto che la mafia o chi per essa non è poi tanto un grosso problema. La legge dei grandi numeri non toccherà mai il popolo nella sua sfera personale. Ma si sa che parlare di cose delle quali la gente conosce solo il nome o l’effetto è meglio che parlare di quanto costa un litro di latte o di benzina: quello lo conoscono davvero!!!

Il migliore sindaco dopo il Big Bang

Non c’è che dire, a me questo sindaco piace sempre di più! Lo ritengo veramente forte, degno di una futura presidenza del consiglio. E non è una genuflessione, ma la pura constatazione di un ragazzo che si è fatto uomo e l’ha messo in quel posto a tutti. Certo una tale orchestralità non è farina del suo sacco, ma bensì frutto di una serie di scelte e adesioni che l’hanno portato veramente in alto sino ad essere definito il migliore sindaco d’Italia. Non solo, è di questi giorni la sua assunzione ad interim per l’assessorato alla Cultura del Comune di Firenze, una sorta di sigillo sull’affermare il proprio modello culturale. Fa piacere che un figlio di Florentia venga additato come il nuovo che avanza, in fondo noi siamo stati precursori in tante cose ed era un bel pò di tempo che non venivamo menzionati sulle pagine dei giornali, anche quelli stranieri. In questa società sempre più ignorante il nostro simpatico sindaco ha scelto la sua autostrada che lo porterà lontano sicuramente, utilizzando un veicolo che non è il suo, il PD, vendendo quello che più sa vendere meglio: le parole! L’avessi avuta io questa capacità 15 o 20 anni fa. Oggi sarei un politico affermato, guadagnerei quanto basta, e mi limiterei a masticare delle Hall’s Mentoliptus per rinfrescarmi l’ugula dal tanto parlare. Venderei la nebbia ai padani e le arance ai siciliani. Stilerei i miei 100 punti, ma che dico, 1000 punti per un italia migliore, dove le regole e le responsabilità siano di proprietà degli uomini del fare, e che nessuno mi venga a dire che non ho rispetto per gli anziani. Praticamente ho detto tutto e detto nulla a seconda di chi mi legge o mi ascolta. Ma la domanda da fare sarebbe soltanto una se in italia ci fossero gli italiani e non gli zombie: ma a Firenze, Renzi, che ha fatto? Qual’è il valore aggiunto portato dal rottamatore della vecchia politica? Qual’è l’impronta che i nostri figli leggeranno sui libri di storia dell’era Renziana? Misteriosa è la risposta all’arcano, ma guardando bene direi…Nulla!!!! Niente di tutto ciò si è visto in città. Il centro va sempre peggio, la città sempre sporca, i servizi mancanti, i negozi che chiudono, e le grandi decisioni lasciate alla sorte. Eviterei la lista della lavandaia, ma per essere grandi uomini occorrono delle scelte coraggiose e non il solo limitarsi a bearsi della propria voce. Le conferenze e gli incontri, il rendere partecipe i cittadini (pochi) alla vita della città, serve solo a dare dei contentini per poi proseguire nel non fare, ma solo apparire, intrufolandosi nei vari tabloid e giornali e trasmissioni televisive fino a berlusconificarsi. Però forse questa è la migliore strategia di sempre, basti vedere il governo centrale. La politica si è chiamata fuori e a fare il lavoro sporco ci hanno messo un professore che non solo fa peggio del precedente governo, ma riesce persino a non farsi ridere troppo dietro, complice un pò tutta la stampa-che-tira-le-fila compreso Fazio che si è trasformato in un novello Emilio Fede. E con un panorama così chi meglio di Renzi? Bravo Matteo hai ottenuto il mio plauso ma ti dò un consiglio: ultimamente ti ho visto peggiorato nell’aspetto, cerca il make-up artist di Silvio. Funziona!

L’ipocrisia in tutto

Con il termine Maghreb si intende l’area più a ovest del Nordafrica che si affaccia sul mar Mediterraneo e sull’Oceano Atlantico; originariamente riguardava la fascia di terra tra la catena montuosa dell’Atlante ed il mar Mediterraneo (nord della Tunisia, Algeria e Marocco); Poco sotto questa fascia c’è il Senegal.

Ho volutamente introdotto il presente post con questa breve lezione di geografia, per cercare di capire i motivi della non mobilitazione dopo i recenti fatti romani dove due magrebini hanno ucciso un cinese e la sua bambina di 9 mesi. Dunque, ricapitolando: a Firenze vengono uccisi due senegalesi da un uomo bianco (italiano) che li fredda in una gelida mattina d’inverno per un profondo odio (si presume) contro gli uomini neri. Successivamente al fatto, tutta la comuntà italiana (in realtà parte di essa) si mobilita in frasi e gesti di piena solidarietà nei confronti dei “fratelli” neri, per la comunità senegalese (si narra un forte aumento dei clienti ai solarium per abbronzature eque e solidali), la Regione Toscana sfila in corteo coi vessilli, politici da ogni parte d’Italia per le vie di Firenze, perfino un mio amico di vecchia data, bianco come un veggio, ha gridato su facebook siamo tutti senegalesi, e cos’ via. Oggi, dopo accurate indagini siamo venuti a saper che gli attentatori dei due poveri cinesi sono magrebini, quindi neri o parecchio abbronzati, che provengono proprio da quella fascia geografica che è situata proprio al di sopra del Senegal, quindi africani. Ora, considerando nel gioco dei colori i cinesi gialli, possiamo riassumere il tutto in una semplice proporzione: BIANCO sta a NERO come NERO sta a GIALLO…. o no?!?!?!? O devo presupporre, cari amici-che-avete-sfilato-in-corteo-per-lavarvi-le-coscienze, che siete solo fratelli dei poveri senegalesi e non di un cinese e della sua bambina che aveva tanti soldi in tasca frutto di lavori poco puliti? Eppure gli esecutori dell’omicidio sono neri, quindi meno condannabili dei bianchi? Fatemi capire bene perchè effettivamente ci capisco sempre meno. Sono o non sono persone trucidate indipendentemente dal colore della pelle? Sono o non sono assassini indipendentemente dal colore della pelle? Dove sono tutte le manifestazioni di solidarietà a favore dei cinesi? Va beh, si sa, sono già tanti…due di meno non fa differenza… La fa eccome ipocriti!!!! Come mai oggi sui vostri profili non vi chiamate Rossi Chen Zan Alberto? Siete solo dei falsi e meschini che vi nascondete dietro una manifestazione di piazza contro il povero Kunta Kinte, oppresso da secoli e secoli dall’uomo bianco. Parlate di integrazione ma siete i primi ad emarginarli con la vostra condotta falsa moralista che non propone altro che la parola solidarietà, ma che in realtà non fate nulla a tal proposito. Un venditore ambulante lo compatite soltanto perchè è un “povero negro” e non perchè è una persona in difficoltà, perchè di persone in difficoltà ce ne sono parecchie, ad iniziare dai nostri anziani bianchi, o dalla nostra vicina di casa, sola, e mai degnata di una nostra parola. E così è stato per le elezioni di Obama: se non era “abbronzato” col piffero che vi sareste interessati alle elezioni americane, sopratutto nelle case del popolo. Per noi di Rinascimento Fiorentino saranno Mori, Orientali e avranno lo stesso rispetto degli abitanti di Florentia. Chi non la vede così sarà sempre un povero ipocrita.

Riccardo Rossi Ferrini

Post inusuale e non politico ma doveroso nel citare un fiorentino, un abitante di Fiorenza conosciuto tramite questo strumento fantastico che è internet. Leggevo sempre gli articoli di Riccardo sulla “La Nazione” perchè scriveva di sport sopratutto motoristici. I suoi report erano vere e proprie fotografie delle corse, del loro svolgimento, analisi chiare sulla gara indipendentemente dalla sua passione per un pilota o per una marca. Quando leggevi Riccardo capivi che le dita che dattilografavano le Olivetti Lettera 88 o le IBM, si muovevano per la vera passione della cronaca sportiva e non per una mera convenzione di scrivere ciò che la gente vuole leggere. Ho trovato Riccardo su facebook circa due anni fa e quando gli ho chiesto se era lui, l’originale, quello vero, senza troppi giri di parole gli ho chiesto se poteva leggere i miei post (articoli mi sembrerebbe troppo) e sapere cosa ne pensava. Il resto è storia recente, un caffè preso al Curtatone, seduto accanto a quel giornalista che mi piaceva un sacco e che ora vive in altro loco, lontano dall’Italia ma con Firenze nel cuore. Ascoltarlo nel narrare i fatti che sono stati la storia, sia dello sport sia del “giornalismo” in città, è stato come guardare un film con un narratore d’eccezione e a distanza di anni ho coronato il sogno di parlare con lui del presente e dei miei post che invadono il mio piccolissimo spazio web. Nel precedente post che ho scritto, Riccardo mi ha bacchettato per la poca grinta e rabbia che ci ho messo, mi ha suggerito di non rassegnarmi all’apatia nella quale vogliono farci cadere, ma di continuare perchè il malcontento non si spenga nei meandri di una forte delusione, ma che viva e monti nelle coscienze delle persone fino a svegliarle. E’ vero Ric, sono molto deluso, sono deluso della città nella quale vivo, della Regione, dell’Italia intera e dei suoi amministratori e cittadini. Non vedo un futuro in nulla e mi sento come una candela alla fine dello stoppino, ma ti ringrazio per gli scossoni che ogni tanto mi dai, magari mi serviranno per i prossimi post… In fondo, anche se marginalmente, siamo piloti e siamo abituati a calcolare i rischi e le conseguenze. Grazie ancora di tutto e della pazienza che hai con questo “scrittore” da quattro soldi, il tuo amico Massimiliano Miniati.

Arrampicatori di specchi

Mi riesce difficile scrivere post ottimistici sul nostro futuro. Mi riesce veramente difficile vedere sbocchi positivi sia in città che nel resto dell’Italia. Oramai l’approssimazione e la corsa all’arraffare tutto e tutti è diventata quasi una consuetudine e quello più pulito ha la rogna. Ci ho provato in tutti modi a farmi piacere qualcosa in questo desolato panorama politico, ma non ci riesco. Qualche esempio: 130 euro (260.000 lire) per il pieno di gasolio alla mia macchina (un modesto monovolume del 1999), aumento del suolo pubblico da 16€ a 80€ (per le ditte che lavorano con margini sempre più risicati), aumento della mensa scolastica, più prelievi in busta paga e così via. Giusto ieri ho assistito ad una conversazione tra un dottore e un dirigente di una grossa ditta in città, attivista anche di un noto movimento politico. Il dottore, un ragazzo sotto i 30 anni ma con una fulgida carriera, diventato da poco padre, sottolineava in maniera piuttosto sobria, di come prima andasse tutto male col Cavaliere ed ora tutte rose e fiori, sottolineando di come la grossa pressione economica possa veramente fare male all’economia, evitando critiche ad personam ma solamente al sistema. Non solo, ma da professionista affermato, quindi sulla carta un pò più agiato economicamente, pensava più a chi stava peggio di lui, al ceto medio, a quel grosso serbatoio di persone al quale il governo si è rivolto, dimenticandosi che oltre una certa soglia di reddito i danni saranno minimi (chi aveva i soldi prima li avrà anche dopo). L’altro, il dirigente (forse più per accosti politici che per meriti personali) sosteneva a spada tratta l’azione del nuovo governo, sottolineando di come questi provvedimenti saranno alla base del futuro dei nostri figli, ovvero ci ringrazieranno. Ora, evitando tutta una serie di discorsi e considerazioni storiche su come i figli non hanno mai ringraziato i genitori, se non per motivi personali, mi domando il perchè questo arrampicarsi di continuo sugli specchi per giustificare una classe politica morta celebralmente da un decennio. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti da destra a sinistra e sarebbe da persone consapevoli far vedere il pollice verso ai lor signori anche se si è militato in quei partiti che oggi non hanno più il senso di esistere se non per una mera sopravvivenza economica (per loro). Caro funzionario, dirigente dal capello fluente e dalla giacca firmata, il futuro di mio figlio parte già da adesso, dalla vita di domattina, dalle scadenze dei bollettini, dal non poterlo portare (forse) a sciare quest’anno, a elemosinare (si ho scritto elemosinare) vestiti agli amici dei loro figli che non indossano più, a portarlo meno al cinema e così via. Caro dirigente, il tuo partito ha clamorosamente fallito come hanno fallito tutti gli altri partiti compresi quelli dei moralizzatori e di chi l’aveva più duro di tutti. Io ho già le pezze al culo (scusa il francesismo) e sai quanto interesserà a mio figlio della grande recessione del 2011 – 2012? Che poi, caro il mio dirigente, la recessione è imposta proprio dalla politica e non da una situazione veramente contingente come nel 1929 o nel dopoguerra. Esiste una difficoltà economica, superabile o no, ma non certamente aumentando di dismisura le tasse che vanno a colpire il ceto medio, numericamente superiore, quando si potrebbe veramente iniziare a dare una sforbiciata decisa ai costi reali della politica. Il buco nero che ci circonda non è solo creato dal sistema italia, dalla politica e i suoi costi, ma da un sistema farragginoso e clientelare che ci ha portato fino a qui. Guardati intorno: di tutte le cose predicate bene dal tuo partito non ne funziona una e la Toscana dovrebbe essere al primo posto. Rifarti la verginità con un governo di tecnici non ti esimerà ad essere responsabile del futuro dei tuoi figli a meno che, proprio grazie al sistema italia, tu non li abbia già piazzati in strutture ad hoc. Forse è per questo che sei ottimista. Ma io no! Non ho la facoltà di arrampicarmi sugli specchi perchè il mio futuro è già domani, oggi pomeriggio, tra 5 minuti e la mia famiglia vuole risposte e non previsioni. Una macchina per durare nel tempo ha bisogno di interventi programmati a corto termine. Se non faccio la manutenzione ordinaria cambiando l’olio e le gomme ad esempio, la potrò usare per i prossimi 5 per poi dover effettuare una grossa riparazione o peggio cambiarla. Manutendola ogni giorno con piccole spese la potrò portare avanti anche per 20 anni. Ma forse, dall’alto della tua stanza e sotto la tua fluente chioma, questi concetti sono troppo difficili da comprendere, troppo impegnato a prevedere di giocare una partita che non giocherai: MAI!!!!!

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