Non so quanti di voi assistono quotidianamente alla “cosa” pubblica, dibattiti, incontri, comizi. Non so come venga vissuta a livello emotivo questa valanga di informazioni che escono dalle bocche dei politici per poi ritrovarsi come sempre con un pugno di mosche in mano. Eppure ancora tanti politici, nonostante l’evidenza dei fatti e il fallimento delle proprie idee, sono ancora li a tuonare dai pulpiti, oggi contro questo, domani contro quello e così via. Ieri sera sono stato invitato dal circolo Politicamente per un incontro con il sindaco che riferiva sui primi mesi del suo operato. L’occasione era abbastanza ghiotta in quanto l’incontro si è svolto di fronte ad un numero limitato di persone ed in queste occasioni le cose vengono dette sempre in maniera più lucida e più chiara perchè non c’è il bisogno di strappare l’applauso alla folla venuta per osannare il suo idolo. Accanto al sindaco il direttore della Nazione, Mascambruno, che rivolgeva domande a 360° “abbastanza” chiare e poco pilotate, sinonimo di un cambiamento della politica da sempre genuflessa del quotidiano… Forse…
Che dire signori miei? Con il suo modo di fare molto friendly (amichevole per i nati in Italia) il sindaco ha praticamente ”non detto” alla vecchia maniera della politica democristiana, toccando e fuggendo degli argomenti con una non chalance (dovrebbe essere francese) degno di un attore di teatro in vernacolo, citando perfino il suo incontro con il presidente americano, sciorinando, in un inglese de noattri, battute per poi tradurle nel linguaggio cittadino corrente. Ha parlato di una Firenze viva, ricca di mostre, cultura, turismo, quando bastava che mettesse fuori il naso dall’Hotel Adriatico in via Maso Finiguerra per accorgersi che alle 21.30 nel centro di Firenze non c’è più un anima in giro. Ha citato l’architetto Winkler, costato all’epoca 400 milioni di vecchie lire per dirci che siamo prigionieri delle rotaie del treno, per poi confermare l’avvio dei lavori della Linea 2 e 3 in città. Ha detto che noi fiorentini dobbiamo riappropriarci della città, quando Mascambruno li faceva notare la fuga di 30.000 fiorentini verso le periferie, sindaco compreso, perchè ricordiamolo che il sindaco non vive la città con tutti i suoi problemi, ma la guarda dalle finestre di Palazzo Vecchio, dal finestrino di un auto blu, e quando non è sindaco dall’alto di una collina che dista in linea d’aria 15 km dalla città. Ha parlato dei giardini che vorrebbe in città, del verde, dello spazio giochi per ragazzi, a fronte di una cementificazione selvaggia, quando non è stato capace di fermare le distruzione dell’area degli ex macelli confermando la costruzione della stazione Foster, vero e proprio monumento al cemento nel centro città. Una cosa l’ha detta giusta, quando ha detto che i fiorentini si lamentano per la fuga delle persone dalla città: ha detto chiaramente che non ti puoi lamentare se la gente scappa perchè gli affitti, commerciali e abitazioni, sono troppo alti. Non ti puoi lamentare se le attività chiudono e dare tutta la colpa al Comune, se poi chiedi 20, 30 mila euro di affitto al mese. E adesso, caro fiorentino, non ti puoi lamentare se la città va a puttane. Caro Razzanelli non puoi sventolare la bandiera del “il 70% non vuole la TAV”. Caro abitante del quartiere 5 non ti puoi lamentare se la direttrice Leopoldo-Statuto perderà tutti gli alberi. Il sindaco Renzi e la sua giunta sono espressione del 60% dei cittadini che sono andati a votare ed è giusto che faccia e disfaccia nella maniera che più gli è consona. Se il 40% della popolazione in quei giorni di Giugno è andato al mare, e sto parlando del partito di maggioranza cittadina con 120.000 non elettori, il sindaco ha il sacrosanto diritto di baloccarsi con il treno, traffico, posteggi, cittadelle, costruzioni, tanto tra 4 anni e mezzo sicuramente verrà riconfermato oppure andrà al parlamento europeo o magari farà parte dello staff della White House (Casa Bianca per noi) cucinando manicaretti tanto cari a Barak Obama.
Lo scrivente dal canto suo, con quest’ultimo articolo, si congeda da tutti voi, ringraziandovi per questo fantastico anno fatto di adesioni, commenti, riflessioni, e ringrazia tutti, anche i detrattori, per aver vissuto la città con un occhio più responsabile e critico, cercando di dare il proprio contributo per capire come si potesse fare a per uscire dalla crisi. Ritengo inutile seguitare a narrare le cose che non vanno, che non funzionano, sciorinare pensieri affidandoli a questa fantastica memoria elettronica. E’ giusto provare a combattere, è giusto vendere cara la pelle, ma è anche giusto sapere quando ritirarsi per non rischiare di “morire” in una battaglia già persa. Rimarrà tutto scritto (forse ci farò un libro) mentre Firenze si trasformerà sotto i vostri occhi. Sicuramente seguirò il saggio consiglio del sindaco ed andrò ad abitare lontano dalla città, perchè come recita un detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Massimiliano Miniati
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