Tutto più il contrario di tutto uguale nulla!!!

Non so quanti di voi assistono quotidianamente alla “cosa” pubblica, dibattiti, incontri, comizi. Non so come venga vissuta a livello emotivo questa valanga di informazioni che escono dalle bocche dei politici per poi ritrovarsi come sempre con un pugno di mosche in mano. Eppure ancora tanti politici, nonostante l’evidenza dei fatti e il fallimento delle proprie idee, sono ancora li a tuonare dai pulpiti, oggi contro questo, domani contro quello e così via. Ieri sera sono stato invitato dal circolo Politicamente per un incontro con il sindaco che riferiva sui primi mesi del suo operato. L’occasione era abbastanza ghiotta in quanto l’incontro si è svolto di fronte ad un numero limitato di persone ed in queste occasioni le cose vengono dette sempre in maniera più lucida e più chiara perchè non c’è il bisogno di strappare l’applauso alla folla venuta per osannare il suo idolo. Accanto al sindaco il direttore della Nazione, Mascambruno, che rivolgeva domande a 360° “abbastanza” chiare e poco pilotate, sinonimo di un cambiamento della politica da sempre genuflessa del quotidiano… Forse…

Che dire signori miei? Con il suo modo di fare molto friendly (amichevole per i nati in Italia) il sindaco ha praticamente ”non detto” alla vecchia maniera della politica democristiana, toccando e fuggendo degli argomenti con una non chalance (dovrebbe essere francese) degno di un attore di teatro in vernacolo, citando perfino il suo incontro con il presidente americano, sciorinando, in un inglese de noattri, battute per poi tradurle nel linguaggio cittadino corrente. Ha parlato di una Firenze viva, ricca di mostre, cultura, turismo, quando bastava che mettesse fuori il naso dall’Hotel Adriatico in via Maso Finiguerra per accorgersi che alle 21.30 nel centro di Firenze non c’è più un anima in giro. Ha citato l’architetto Winkler, costato all’epoca 400 milioni di vecchie lire per dirci che siamo prigionieri delle rotaie del treno, per poi confermare l’avvio dei lavori della Linea 2 e 3 in città. Ha detto che noi fiorentini dobbiamo riappropriarci della città, quando Mascambruno li faceva notare la fuga di 30.000 fiorentini verso le periferie, sindaco compreso, perchè ricordiamolo che il sindaco non vive la città con tutti i suoi problemi, ma la guarda dalle finestre di Palazzo Vecchio, dal finestrino di un auto blu, e quando non è sindaco dall’alto di una collina che dista in linea d’aria 15 km dalla città. Ha parlato dei giardini che vorrebbe in città, del verde, dello spazio giochi per ragazzi, a fronte di una cementificazione selvaggia, quando non è stato capace di fermare le distruzione dell’area degli ex macelli confermando la costruzione della stazione Foster, vero e proprio monumento al cemento nel centro città. Una cosa l’ha detta giusta, quando ha detto che i fiorentini si lamentano per la fuga delle persone dalla città: ha detto chiaramente che non ti puoi lamentare se la gente scappa perchè gli affitti, commerciali e abitazioni, sono troppo alti. Non ti puoi lamentare se le attività chiudono e dare tutta la colpa al Comune, se poi chiedi 20, 30 mila euro di affitto al mese. E adesso, caro fiorentino, non ti puoi lamentare se la città va a puttane. Caro Razzanelli non puoi sventolare la bandiera del “il 70% non vuole la TAV”. Caro abitante del quartiere 5 non ti puoi lamentare se la direttrice Leopoldo-Statuto perderà tutti gli alberi. Il sindaco Renzi e la sua giunta sono espressione del 60% dei cittadini che sono andati a votare ed è giusto che faccia e disfaccia nella maniera che più gli è consona. Se il 40% della popolazione in quei giorni di Giugno è andato al mare, e sto parlando del partito di maggioranza cittadina con 120.000 non elettori, il sindaco ha il sacrosanto diritto di baloccarsi con il treno, traffico, posteggi, cittadelle, costruzioni, tanto tra 4 anni e mezzo sicuramente verrà riconfermato oppure andrà al parlamento europeo o magari farà parte dello staff della White House (Casa Bianca per noi) cucinando manicaretti tanto cari a Barak Obama.

Lo scrivente dal canto suo, con quest’ultimo articolo, si congeda da tutti voi, ringraziandovi per questo fantastico anno fatto di adesioni, commenti, riflessioni, e ringrazia tutti, anche i detrattori, per aver vissuto la città con un occhio più responsabile e critico, cercando di dare il proprio contributo per capire come si potesse fare a per uscire dalla crisi. Ritengo inutile seguitare a narrare le cose che non vanno, che non funzionano, sciorinare pensieri affidandoli a questa fantastica memoria elettronica. E’ giusto provare a combattere, è giusto vendere cara la pelle, ma è anche giusto sapere quando ritirarsi per non rischiare di “morire” in una battaglia già persa. Rimarrà tutto scritto (forse ci farò un libro) mentre Firenze si trasformerà sotto i vostri occhi. Sicuramente seguirò il saggio consiglio del sindaco ed andrò ad abitare lontano dalla città, perchè come recita un detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Massimiliano Miniati

Tramvia Story (parte 1°)

Iniziamo questa prima puntata sulla storia della tramvia, attori protagonisti inclusi, e sorridiamo di fronte a cotanta lungimiranza partendo dal vate Amos Cecchi seguito dai soliti compagni… di merende. Fonte sempre Nove da Firenze a firma di Marco Bazzicchi.

24 gennaio 2000
L’assessore alle Infrastrutture della mobilità Amos Cecchi assicura che “l’inaugurazione del primo braccio della tramvia, quella che collegherà Scandicci con Santa Maria Novella avverrà nella primavera del 2004″. Opposizione e stampa locale non stanno a guardare: pretendono più garanzie sul futuro del… mercato alle Cascine. Il veggente di turno è il presidente diessino della commissione urbanistica Vincenzo Esposito, che invita “la giunta ad accelerare i tempi”, perché il 2004 gli sembra troppo in là. L’assessore Cecchi presenta orgoglioso in Consiglio Comunale (ottenendo il via libera) anche i progetti preliminari per le “due tramvie che collegheranno il centro con Peretola da una parte e con Careggi dall’altra.” Non dorme l’opposizione: per Francesco Leoni di Forza Italia, “se sui viali di circonvallazione non ci sarà posto per le busvie riservate all’Ataf, la giunta deve confessarlo”. 10 anni dopo, mancano sia le tramvie che le busvie.

5 maggio 2000
Il vicesindaco Andrea Ceccarelli annuncia che nel cortile di Palazzo Vecchio verrà esposto “per la prima volta” il grande plastico della tramvia Scandicci-Firenze, che, “nei piani della giunta, entrerà in funzione nella primavera del 2004″. La giunta da allora è cambiata due volte, e forse si capisce perché bisogna andare a votare: per dare la colpa a quelli che c’erano prima. Quanto al plastico, nei Ds non mancò chi pensava che quelle fossero le linee vere e proprie.

21 maggio 2000
Siamo negli anni in cui gli ex-comunisti scoprono il capitalismo e la speculazione socio-finanziaria. Si gettano così, in perfetto stile guzzantiano-sordiano, sulla creazione di una “new company” che “gestirà la futura tramvia a Firenze”. Per la giunta Domenici ci vuole proprio una bella “spa con dentro il comune e anche gli investitori privati selezionati” “tramite -mica siamo provinciali- una gara internazionale”. E perché? Perché in tasca ci sono 450 miliardi di lire (225 milioni di euro) a fronte di una spesa preventivata di 1200 miliardi (600 milioni). Degli ancor più futuri e successivi introiti dai biglietti, non si cura nessuno. La Giunta, si dà proprio un gran da fare (e chi gli ha mai chiesto nulla?): precisi nella sprecisione, efficienti nell’inefficienza, gli assessori gongolano dell’approvazione di un pacchetto di lavori che “cambieranno il volto della città”, sentenzia Domenici. Proprio vero: il volto è cambiato, ogni cantiere, 10 anni dopo, pare il segno di un cazzotto.
Preveggenze: il genio di turno è Amos Cecchi, che però comincia a usare il condizionale: “i lavori della tramvia dovrebbero scattare nell’estate del 2001″. E “a primavera 2004 è prevista l’inaugurazione.” Le cose, sarebbe meglio anche intravederle. Sembra di essere dai chiromanti: “il secondo braccio -si chiamava ancora così, prima del più ortodosso “linea 2″- partirà -udite, udite- a…metà del 2002.” Ah, già che ci siamo una chicchina per tutti gli oppositori al tunnel tav dell’ultima ora. Cecchi, annuncia che “all’inizio del 2003 si comincerà a scavare per il tunnel di 7 chilometri sotto la città”, con tanto di “nuova stazione sotto gli ex Macelli”. Macelli sopra o sotto, sempre è un macello è.

15 luglio 2000
“Firenze -tuona Repubblica- avvia l’operazione tramvia”. Calma, però: “per fare il primo giro sul ‘trenino’ elettrico di 32 metri che correrà in superficie dovremo attendere la primavera del 2004. C’è sempre la primavera di mezzo. Se partirà nel marzo 2010, dovremo dire che una linea non fa primavera. E pensa che roba: “si potrà salire sulla tramvia senza neppure uscire dall’ autostrada del sole: lasciando l’auto nel grande parcheggio previsto tra Vingone e Casellina si potrà raggiungere il centro in 19 minuti. Oppure cambiare linea e raggiungere l’ospedale di Careggi, l’aeroporto di Peretola e, dall’altra parte della città, Rovezzano o viale Europa senza passare dal centro. Cinque capolinea per un totale di 46 chilometri.” E poi la profezia finale, la chicca da buongustai: “in tramvia fino al Duomo”.
Stampa e politici si fanno prendere dall’euforia: “la città assumerà l’aspetto di una volta -qua non si capisce più chi parla, se il Comune o Repubblica da cui citiamo- come oggi si vede solo nelle città del nord: strade sgombre, grandi marciapiedi, niente fili elettrici per aria (il bando del Comune prevede la presa dell’elettricità da terra). Niente più rumore e massimo comfort per i viaggiatori, che potranno comodamente leggere un libro con tanto di aria condizionata.” Almeno la libertà del libro non ci è stata tolta, solo che è meglio restare a casa.

28 luglio 2000
Il sogno comincia a dare segnali da incubo: va deserta la gara voluta della giunta Domenici. Nessun privato si presenta, e questo, anziché far ripensare sull’intero progetto, farà intestardire ancora di più il Comune.
E chi finisce sotto accusa? Il progetto? Il comune? No: Ataf. Le colpe di Ataf non sono affatto chiare e del tutto pretestuose. Inizia un processo all’azienda di trasporti, che poi ne faciliterà la privatizzazione.

Ecco infatti che ci si butta, il…

10 agosto 2000
Graziano Cioni. Per recuperare il ritardo provocato dalla gara andata deserta, bisogna “affidare i lavori della tramvia ad una trattativa privata”. E’ una proposta troppo osé per tutti, e viene bocciata dalla giunta. Ci pensa allora Cecchi, profeta con la coda tra le gambe, a suggerire una nuova gara d’appalto, con criteri nuovi. Certo, spiega il profeta, “questo allungherà i tempi di 6 mesi”. Che vuole che sia, assesso’? Le mani in pasta vanno messe gradualmente, non come proponeva Cioni, troppo comunista un tempo, e poi troppo privatizzatore. A Italferr e Ataf, viene affiancata, per organizzare la nuova gara, la MeM di Milano… la stessa che aveva certificato la gara andata deserta!!!!

12 agosto 2000
Puntuale come la sceneggiata della gara andata deserta, si avvia la privatizzazione dell’Ataf. A questa, ci si mette molto meno che ad avviare i lavori della tramvia. Privatizzazione alla diessina: il pubblico continua a metterci soldi, il privato a prendersi i profitti.

26 agosto 2000
La cialtronaggine, il pressapochismo -oppure- l’incredibile arte mistificatoria dei nostri politici fiorentini si scatena in tutta la sua forza: per rifare la gara d’appalto, c’è chi propone di alzare da 201 a 240 miliardi di lire la base d’asta e chi propone, in particolare i tecnici comunali, di “semplificare il capitolato d’appalto, chiedendo meno cose”, così -che geni!- “non ci sarà bisogno di alzare il costo”. Ma è la mitica MM a spiazzare tutti: “nel progetto fin qui disegnato c’è un eccesso di prescrizioni in materia di sicurezza rispetto ad una normale tramvia”. Insomma, si risparmia sulla sicurezza -tanto quella semmai si vede a lavori ultimati… campa cavallo. Fermo restando che potevano dirlo prima, quando avevano certificato la precedente gara. “Non è vero” replica MM: noi l’avevamo detto, è Ataf (toh!) che non ha ascoltato!

14 settembre 2000
Dopo l’estate, che è il tempo delle minchiate approvate in silenzio, arriva settembre che, con la riapertura del Gran Circo del Consiglio Comunale, è il tempo delle profezie. O dei vaneggiamenti.
Col capolavoro della gara andata deserta, la tramvia accumula già un enorme ritardo. Perciò “per non perdere i finanziamenti statali”, la tramvia Firenze-Scandicci “sarà divisa in due parti. La prima parte sarà pronta entro la fine dell’anno”. All’animo della velocità. Forse questa parte era di circa 10 centimetri. La profezia stavolta è di gruppo, perché si tratta della promessa fatta “al ministero ai trasporti “dalla delegazione dei Comuni di Firenze e Scandicci e dell’Ataf andata a Roma”.

17 novembre 2000
Promesse e profezie di corto respiro. Si promette che partiranno “il 3 gennaio I cantieri del primo tratto della tramvia Firenze-Scandicci in piazza Vittorio Veneto”.
E giù con le minchiate per il 2001, che -tuona Repubblica- si annuncia come “il grande anno dei cantieri”: “i lavori veri e propri cominceranno il 12 febbraio” (quindi il 3 gennaio è solo uno scherzo). Per fissare il calendario dei miraggi, si incontranno il vicesindaco Graziano Cioni, Italferr, Ataf e Firenze Parcheggi. Sembra Amici Miei. Ma dieci anni dopo questi compari di marachelle non fanno più ridere.

Detto Pellerossa

“Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”.

Meditate gente, meditate

Firenze in vendita. Bene o male?

La strada verso la bancarotta Firenze l’ha già imboccata da un pezzo, ma con l’avvio della tramvia, la messa in opera delle altre due linee, fino alla stazione Foster darà il colpo finale all’amministrazione che suo malgrado sarà costretta a vendere gli immobili. Di seguito il commento di Stefano Alessandri e De zordo sui chiarimenti chiesti al sindaco.

“Come pensa il Sindaco di far quadrare il bilancio comunale? Vendendo il patrimonio immobiliare del Comune di Firenze. Come pensa di vendere il Patrimonio immobiliare? Nessuno lo sa. Quanto vale il patrimonio inserito nelle alienazioni? Nessuno lo sa”. Ormai siamo abituati agli spot del Sindaco Renzi e del suo modo di amministrare, prima si annunciano le cose, poi staremo a vedere se è possibile farle e come farle. Non possiamo che essere contrari alla vendita del patrimonio immobiliare, a maggior ragione se serve per coprire buchi di bilancio; non dobbiamo mai scordarci che il patrimonio immobiliare del Comune di Firenze, costruito negli anni, non appartiene a Renzi, ma alla città ed ai fiorentini, quindi prima di essere venduto occorre una seria valutazione. Occorre capire a cosa servono eventualmente le vendite, quale sono le opere da finanziare e quali i benefici per la collettività. Dall’elenco fornito dal Sindaco, rileviamo alcune criticità che vogliamo porre alla sua attenzione: ci sono alcuni immobili che il Comune di Firenze ha ereditato o frutto di alcune donazioni, che lo stesso atto di donazione vincola o alla funzione pubblica, o non prevede la vendita, come per esempio l’immobile di via Nicolodi dove ha sede l’Istituto dei Ciechi. Ci sono immobili dove hanno sede enti pubblici difficilmente spostabili o per i quali occorre molto tempo, come per esempio gli uffici di via Giotto o quelli occupati all’università di via di San Salvi. Ci sono immobili che hanno avuto un cambio di destinazione sui quali pende una sentenza della corte costituzionale e quindi in attesa di definizione come per esempio il teatro comunale e gli immobili di piazzale Michelangelo. Ci sono poi immobili sui quali sono stati investiti soldi pubblici perché avevano destinazioni e finalità pubbliche, come per esempio l’ex meccano tessile, chi risponderà dei soldi spesi? Ci sono immobili che il Comune ha già provato a vendere, ma le aste sembrerebbero andate già deserte come gli appartamenti di piazza Santo Spirito. Poi ci sono le discoteche Meccanò e Central Park sulle quali esiste un contenzioso con l’amministrazione comunale rispetto alle costruzioni e dei vincoli precisi della Soprintendenza legati alla realizzazione del parco delle Cascine. Per finire con gli immobili occupati, come il Cpa, che difficilmente hanno un valore sul mercato. Spero che il Sindaco abbia tenuto conto di tutte queste variabili nell’indicare la cifra stimata rispetto alle vendite. Al Sindaco Renzi vorremmo anche chiedere: come ha calcolato il valore degli immobili? Sono già state fatte le perizie? I 500 milioni di euro annunciati come sono stati calcolati? Vorremmo ricordare che la stima per la vendita del teatro comunale era di 44milioni di euro, salvo che poi la gara è andata deserta. Invitiamo il Sindaco Renzi quando si parla di alienare il patrimonio pubblico a pensare meno agli annunci e più alla città e ai fiorentini”.

“Sappiamo tutti benissimo quanto importante sia per Firenze costruire il nuovo auditorium della musica, e sappiamo altrettanto bene che la costruzione del nuovo auditorium passa anche attraverso la vendita del vecchio teatro comunale; infatti l’impegno del Comune è investire i soldi che vengono dalla vendita del vecchio per costruire il nuovo. Dovessero venir meno quei soldi si rischia di non costruire il nuovo auditorum della musica?. Dopo che il primo avviso d’asta pubblica per il teatro comunale è andato deserto, con base d’asta 44milioni di euro, apprendiamo dai giornali che, mentre il Comune ha messo il secondo avviso d’asta per una base di 35milioni di euro, il Sindaco ha annunciato che esiste una sentenza della corte costituzionale che complica la vendita. Mi domando se queste parole del sindaco non avranno ripercussioni sull’asta, e cosa succederà se anche la seconda asta dovesse andare deserta. Certo è che la vicenda è molto complicata. A cosa si riferiva il Sindaco? Quale sarebbe la sentenza della Corte Costituzionale? Si riferisce forse al cambio di destinazione del teatro comunale?. Se cosi fosse siamo molto preoccupati. E’ evidente che dopo le parole del Sindaco, qualsiasi investitore che volesse comprare il teatro comunale, oggi avrebbe molte esitazioni, vista la situazione non chiara. Ci domandiamo, chi ha sbagliato in questa vicenda?. Per l’importanza e la valenza che ha la costruzione del nuovo auditorium della musica, chiediamo che Renzi venga lunedì in consiglio comunale a fare chiarezza sull’intera vicenda e a rassicurare sule sorti della costruzione del nuovo auditorium della musica”.

“Vendere il patrimonio immobiliare del Comune è un’operazione rischiosa, che impoverisce l’Ente pubblico, e rischia di bruciare cospicue risorse in nome di interventi, pur importanti, ma comunque temporanei”. E’ il pensiero della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo in merito alle alienazioni annunciate dall’amministrazione comunale nella ricerca di fondi per equilibrare il bilancio. “Il rischio – ha sottolineato De Zordo – è che in questo modo si utilizzino gran parte delle risorse a disposizione di Firenze, e che nei prossimi decenni la città non abbia più a disposizione nessun bene immobile su cui poter contare”.
“Il sindaco Renzi non deve sentirsi autorizzato ad utilizzare tutte queste risorse per fare sfoggio di grandi operazioni e al tempo stesso garantirsi un consenso personale – ha aggiunto De Zordo – alienare i beni comuni che, lo ricordiamo, sono patrimonio della collettività, potrà far mancare in futuro le garanzie ipotecarie perché il Comune possa contrarre, ad esempio, un mutuo. L’operazione rischia dunque di essere oltremodo pericolosa”. “Tra l’altro – ha concluso la capogruppo di perUnaltracittà – il sindaco ha dichiarato di voler operare una politica di investimenti, senza però chiarire di quali operazioni intenda avvalersi”.

Opposizione, Galli, PDL e dintorni

Il post precedente ha suscitato, con sorpresa, molti messaggi alla mia casella di posta, quasi inaspettati. La cosa che ha sollevato un pò la “sommossa” è stata la mia accusa nei confronti di Giovanni Galli “reo” di scarsa operatività come capo dell’opposizione. Ovviamente i toni usati nei messaggi erano sempre pacati e all’insegna del confronto, e questo fa onore a tutti i frequentatori del blog con i quali ci possiamo veramente scambiare le opinioni. Detto questo vorrei rispondere un pò a tutti confermando la mia personale simpatia per Galli, l’apprezzamento per il suo modo di essere entrato in politica e i vari intenti di solidarietà nei confronti della città. A mio avviso però, il capo dell’opposizione, dovrebbe farsi sentire di più, con ogni mezzo possibile, utilizzando la rete a tappeto (perdonate il gioco di parole), comunicare tramite il blog, facebook, twitter, perchè è così che si arriva capillarmente a tutti. Oggi come oggi è la rete il mezzo più diffuso, anche per il vantaggio di comunicare in tempo reale le notizie. Noi da qui scriviamo post che poi vengono raccolti dalle persone che a sua volta lo ripubblicano, una sorta di tam tam elettronico che può arrivare dovunque. E non centra la capacità di saper utilizzare il computer, perchè nessuno dei politici (se non qualche sporadico caso) si mette alla tastiera a scrivere, ma utilizzano persone che pubblicano fedelmente il loro pensiero.

Il secondo punto che rimprovero a Galli è che in campagna elettorale aveva coma slogan no tramvia e no tav (in questa maniera) e oggi si ritrova a portare un vessillo che finanzia quel progetto. E’ inutile dissociarsi, partecipando ad una manifestazione contro tali provvedimenti se poi si siede accanto ai “foraggiatori”. A volte ci vuole anche il coraggio di dissentire ed eventualmente lasciare quella strada e intraprendere un percorso con altre persone o da soli, cosa sconosciuta oggigiorno per la politica italiana. Ancora forse i cittadini non se ne rendono conto, ma i prossimi vent’anni saranno duri da digerire sotto il profilo della mobilità, dei servizi, del sociale, perchè la politica oggi insegna a lanciare il sasso e a levare il braccio. La giunta odierna assisterà si e no alla posa di due chilometri di verghe per la linea due e tre, poi se ne andrà, lasciando le cose a mezzo, tanto-sono-cavoli-di-chi-viene-dopo, e le denunce arrivano poco forti e poco chiare da una parte politica che non è l’opposizione eletta, ma uno sparuto gruppo di uomini, non meglio amalgamati. Se ripensiamo all’inizio della costruzione della tramvia, non ci viene a mente nessuno che si sia opposto se non Razzanelli che ha “cavalcato” quest’onda che lo ha portato a Palazzo Vecchio. Non avrà fatto un granchè ma almeno ha avuto una battaglia nella quale identificarsi. Del PDL quali nomi possiamo ricordare se non Alessandri, Stella, Donzelli, Cellai sempre attivi con articoli, interrogazioni, movimenti e partecipazioni. Ma gli altri? Verdini che dice? Silenzi assenzi su tutto, e pensare che il PD ne ha fornite di palle gol in questa città, come a livello nazionale… Ma evidentemente fa comodo così… E tu stai a questo gioco?

Il secondo tempo è iniziato da un pò e stiamo sotto 3 a O e manca un quarto d’ora alla fine. E’ una finale e se pareggiamo andiamo ai supplementari… Lo spirito deve essere il solito, caro Giovanni, e nessuno meglio di te lo può capire….

Chi è sempre causa del suo mal…

…pianga se stesso. Perdonatemi ancora una volta, e giuro sarà l’ultima, ma nel tripudio o delirio di affermazioni politiche e quant’altro, mi sto sempre più accorgendo che siamo veramente una massa di ….. (metteteci voi l’aggettivo più consono). Vorrei partire da dei numeri se mi si è consentito. Quartiere 5 Renzi 61,14% Galli 38,86, Quartiere 4 Renzi 65,06% Galli 34,94%. Che significano in soldoni? Tutto ruota ovviamente all’annoso problema della tramvia, sulla carta osteggiatissimo da molti e appoggiato da pochi, ma che in realtà, evidentemente, sotto sotto piace a tutti. Si perchè gli abitanti dell’Isolotto (Q4), nonostante la chiusura di esercizi commerciali, il disagio prolungato nel tempo con i lavori infiniti, alle votazioni hanno espresso il loro favore al candidato che avrebbe proseguito nel progetto tramvia. Peggio di loro hanno fatto gli abitanti del Quartiere 5, ovvero quella zona ancora intonsa (alberi della Rimembranza a parte) presto devastata dai lavori sia della tramvia sia della TAV. Ma allora che c’è di vero in tutti quei comitati contro questi provvedimenti? La logica vuole o vorrebbe, che a fronte di scelte politiche non condivise, l’elettore si schieri dalla parte che osteggia questo tipo di progetto, come ad esempio votare l’ottimo Razzanelli da sempre sulle barricate. Invece no, sia in prima battuta, che successivamente, gli elettori hanno votato, in maniera democratica, chi porta avanti il disegno politico lasciato dai suoi predecessori. Ma negli ultimi giorni, un altro fatto si è affacciato alla politica cittadina: l’appoggio del Governo, nella persona del Ministro Mattioli, il quale evidentemente poco pressato dalla sua parte politica (PDL fiorentino), avalla in ogni singolo punto, l’opera faraonica destinata ad invecchiare con tutti noi. Ed allora le domande sorgono veramente spontanee: ma la politica del sonnecchiante PDL fiorentino qual’è? Appoggiano Galli con le sue idee, di bloccare tutti i lavori dannosi ed invasivi, in campagna elettorale per poi, dopo neanche 6 mesi, avallare il progetto osteggiato e ne pagano anche le spese? Ma stiamo parlando del Partito delle Libertà o del partito Peggio di Loro? Si perchè la colpa ancor più grave rispetto al defunto PD, è che il PDL dovrebbe viaggiare col vento in poppa, sopratutto per i consensi del suo rappresentante maggiore, ovvero il Presidente del Consiglio Silvio Belusconi. Invece no, prevale la logica delle lobby, mai spenta in questa regione ma ancor di più nella città di Firenze, dove i partiti si scontrano con false scaramucce per poi poter fare accordi di sottobanco, senza una logica politica, senza un minimo di amor proprio, ma esclusivamente per un proprio tornaconto. Dov’è ora Galli? Che dice? Silenzio assenso? L’unico della parte “dx” che si agita è Razzanelli, ora anche bastonato dal PDL, anzi da Verdini (caso strano) perchè diventato leghista. Razzanelli signori miei, insieme agli altri di sinistra (ahimè) sono gli unici che fanno domande e pretendono risposte. Non è una strada, non è un parco giochi, non è un edificio brutto costruito (Quadra docet), è un progetto anzi, sono progetti che influiranno sull’economia locale in maniera pesante ed incisiva. E quando il deserto circonderà queste cattedrali nel deserto, come tutti i negozi chiusi di recente memoria, a chi daremo la colpa? Certo pensando ai tempi di costruzione qualche politico sarà già passato a miglior vita, e da quelli rimasti, i più giovani (dato che ce ne sono parecchi) sentiremo dire “…io mi ero opposto!!, l’avevo detto…” fidando nella scarsa memoria dell’elettore… Il dramma è che avranno ragione…

Quindi caro popolo, parafrasando Marasco, in una delle sue più celebri canzoni, L’Alluvione: “Oh fiorentini m’avete esiliato…. prendete la m….a che Iddio v’ha mandato!!!!

Che rabbia!!!!

In campagna elettorale, durante un tribuna politica a Canale 10, la allora candidata a sindaco Lascialfari (Comunisti o giù di li) disse una cosa che condivisi, nonostante la sua sciarpa della Palestina e la provenienza politica. Non che la Palestina centrasse qualcosa, ma non lo ritenevo un “simbolo” da ostentare per parlare di Firenze. Mi sentivo imbarazzato, ma l’affermazione che fece era condivisibile, ed anche se ho una certa allergia per quella parte politica, gli feci i complimenti.

Oggi leggo su Nove da Firenze che Spini, Grassi (che gentilmente ci ha fornito l’interrogazione su San Miniato), De Zordo e per finire Cruccolini (evito il mio pensiero su di lui) che chiedono a gran voce presentando una mozione urgente che impegna il Comune di Firenze a sostenere in ogni sede e in ogni confronto nazionale o locale con altri soggetti pubblici e privati coinvolti nella realizzazione del Passante AV/AC e Stazione AV, la necessità indispensabile e inalienabile di realizzare, prima dell’avvio dei lavori della Stazione AV, la Valutazione d’Impatto Ambientale. 
“Riteniamo - hanno detto - che l’avvio della VIA per la stazione dell’Alta velocità possa caratterizzare l’azione del Comune di Firenze nella tutela e nella difesa del territorio e dell’ambiente cittadino. Dopo la conferenza dei servizi nel 1999, in data 18.1.2000 una commissione di esperti – costituita a tale scopo nel corso della Conferenza dei Servizi del 1999 – prendeva atto dell’adeguamento dei progetti della Stazione e del Passante Av, e nella Conferenza dei Servizi del 23.12.2003, sia la Regione che la Provincia e il Comune di Firenze, seppur accettando di approvare il progetto della linea Passante AV/AC e il progetto definitivo della nuova Stazione AV, hanno espresso la loro preoccupazione per l’impatto paesaggistico e ambientale della nuova Stazione Av nonostante le modifiche apportate alla localizzazione da Belfiore a Macelli. E’ necessario porre rimedio alla decisione assunta nella riunione del 21 dicembre 2001 presso il Ministero delle Infrastrutture in cui si è deciso di rinunciare ad effettuare una nuova VIA solo perché il precedente progetto (Viale Belfiore) era già stato sottoposto con esito favorevole a VIA nel contesto dell’intera penetrazione urbana AV del Nodo di Firenze e reputando le modifiche limitate agli aspetti architettonici/ funzionali. E’ ormai sentire comune dopo ciò che purtroppo è avvenuto nella tratta Alta velocità Bologna-Firenze, chiedere maggiore attenzione ai temi dell’ambiente e della difesa del suolo – concludono i consiglieri comunali – prendendo quindi nuovamente in esame con una VIA aggiornata, tutti gli aspetti ambientali già esaminati nel progetto iniziale”.

Ancora una volta, mio malgrado ma felice, sono costretto ad allinearmi sulle posizioni e richieste dei “fondamentalisti”, i quali chiedono vere e proprie garanzie, su di un progetto che da altri parti fa un pò acqua, e quella che non fa la inquina. Io non so gli altri politici cosa abbiano in testa, ma concepire e avallare un ulteriore concentramento di mezzi e strutture nel centro della città come la zona degli ex macelli, e la successiva realizzazione delle Linee 2 e 3, credo che sia follia pura ed a pagarne le conseguenze non saranno loro, ma i nostri figli. C’è un area che potrebbe essere adibita a tutto questo e si trova nella piana dell’aereoporto… Ma si sa dove le cose diventano troppo facili è più difficile “arraffare”… 

Che rabbia, ma andrò all’inferno per questo pensiero “comunista”, o forse mi sono scoperto più comunista di quelli che predicano di essere tali?

Politica tafazziana

Se Atene piange Sparta non ride… E’ quanto si può dire della politica regionale e fiorentina del PDL, impegnata a spingersi sulle candidature del futuro rivale contro Rossi (PD) per la presidenza della regione. Il nome Migliori non piace alla Lega per troppe simpatie “finiane” un pelino in calo nei gradimenti dopo le ultime esternenazioni del presidente della Camera. In effetti, nelle varie uscite, Fini ci lascia un pò perplessi per quanto riguardano temi di attualità come immigrazione e bonarietà. Per uno che fino a 5 anni fa scriveva sui manifesti “Basta apProdi”, il fatto che ora si lanci verso quest’atteggiamento del volemose bene fa un pò riflettere. In suo aiuto corre subito (quando se ne ricorda) Verdini, tacciando con l’affermazione “idiozia” l’uscita dei leghisti, com’è altresi vero che anche Galli chiede al suo alleato Razzanelli di ritirare il simbolo della Lega dal consiglio fiorentino. Di contro altare Gian Luca Lazzeri, coordinatore comunale fiorentino della Lega, indispettito dala risposta politica da parte di uno dei coordinatori nazionali del Pdl, rivanga il recente passato giudicando “tragica la candidatura di Galli, perdente sin dall’origine”.

E così anche il PDL (alleati compresi) si unisce a quel gesto di Giacomo, nello sbattersi una bottiglia di plastica (vuota) nella zona pelvica per non essere a di meno dei dirimpettai del PD, già usi a questo tipo di pratica, con i risultati già visti a livello nazionale. E’ vero che siamo sempre più dentro ad un bipolarismo politico, ma è altresi vero che entrambi gli schieramenti rischiano sempre più di essere molto simili ad iniziare dal nome. Io non credo che la candidatura di Galli sia stata sbagliata, anche perchè nella rossa Firenze, qualsiasi persona vicino a Berlusconi sia (stupidamente) un pò bruciata. Come Renzi è riuscito a prendere i voti dell’elettorato di destra non identificato con Galli, anche quest’ultimo ha preso sicuramente qualche voto a sinistra scontento di un cattolico alla guida di Firenze. Certo un sindaco di rottura forse avrebbe sortito un altro effetto, ma sulla carta chi era questo nome? Il PDL farebbe bene più a tendere un orecchio alle proposte toscano-leghiste, perchè mentre a livello nazionale la battaglia viene giocata dall’asse Bossi-Berlusconi, in Toscana siamo ancora ai livelli dell’armata Brancaleone, pur avendo come avversari quelli del PD, che anche loro non è che brillino, ma hanno il vantaggio di essere radicati sul territorio. Il sindaco di Prato potrebbe giocare un ruolo fondamentale per osservare la reazione dell’elettorato, ed anche se queste elezioni sono (a mio avviso) già perse per il PDL, quest’ultimo potrebbe compattarsi e remare in un unica direzione, sopratutto sui temi di immigrazione e integrazione. Infatti l’altra sera a RTV38 le parole di Jacopo Cellai furono molto leghiste e poco finiane in merito a questo argomento. La domanda allora sorge spontanea: ma se la maggior parte dei temi fondamentali sono convergenti, perchè lottare fra di se? Il mistero si infittisce…

Lungimiranza

Direttamente dal dizionario: Capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere e di adeguarvi con saggezza l’agire.

Parola sconosciuta all’80 percento dei politici italiani, amministratori fiorentini non esclusi. Nella solatia domenica di ieri (poteva essere benissimo un’altra) ho preso la bicicletta e mi sono fatto un giro cercando di trovare una risposta a tutto ciò. A parte l’asfalto insidiosissimo alle citybike, ho cercato di immaginare se fossi il “padrone” di Firenze cosa farei, un pò come capitava nei secoli scorsi, dove casati e granduchi regnavano, imprendevano e facevano grande questa città. Fosse casa mia mi verrebbe subito da dire: “maremma com’erano ciattroni quelli di prima!!” e cercherei subito di dare una ripulita a tutto ciò. Ma andrei oltre. Nei 5 anni che ho davanti per governarla, cercherei di lasciare un segno tangibile del mio passaggio, facendo e creando un qualcosa che possa veder nascere e fiorire. Pensiamo ai viadotti di Varlungo o dell’Indiano. Vi siete mai chiesti perchè finiscono troncati? di chi è stata la prima idea? A Varlungo le case c’erano già prima della costruzione del viadotto, ma all’epoca l’amministratore disse: “io inizio, poi qualcuno lo finirà”. Questa si chiama lungimiranza signori miei, avere la capacità di immaginare un qualcosa di concreto, di benefico per la città, collettività inclusa, e di toccarlo con mano, prendendo magari un giorno la bicicletta con il figlio e poter dire come le vignette della settimana enigmistica: “questo l’ho fatto io!” (o almeno l’ho commissionato). Certo così non lo potranno dire gli architetti della Quadra Progetti, ma questa è un altra questione. Troppo facile amministrare città dove si passa, si tocca, si fa danni e si fugge… Facile bearsi tra i banchi di Bruxelles e lasciare una città al degrado. Facile tornare a casa la sera, in campagna, tanto-a-Firenze-ci-lavoro-e-basta, evitando di portare i figli in brutte scuole cittadine, o a marcire un ora nel traffico. Non c’è un’opera, dico una che abbia un inizio e una fine nell’arco di una legislatura. Perfino il nuovo tribunale, che fa bella mostra di se, è ancora vuoto, o almeno non funzionante. Già perchè poi c’è anche il rovescio della medaglia dove, a lavori utlimati, le cose costruite sono cattedrali nel deserto, il parcheggio di Piazza Alberti tanto per citarne uno. E così via mentre passano gli anni e gli amministratori, molti dei quali vere e proprie ombre che hanno vegetato, firmando l’impossibile, tanto-erano-stati-messi-apposta. E mentre nel passato si tentava in ogni modo di predominare sulle altre città toscane e non solo, progettando una cattedrale che per grandezza è la quinta in europa, oggi non siamo neanche in grado di fare la voce grossa ad un piccolo comune limitrofo (Sesto Fiorentino) per ampliare un aereoporto che solo nel Buthan lo hanno più piccolo (bisognerebbe misurarlo però). Non ci restano che i libri di storia e leggere perchè Lorenzo dei Medici era detto il Magnifico, perchè a Firenze venivano tutti gli studiosi, architetti, ingegneri, che hanno poi esportato il nostro marchio nel mondo. Oggi tuttalpiù vengono per imparare cosa bisogna non fare per gettare alle ortiche una città…

Si chiama lungimiranza la capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere e di adeguarvi con saggezza l’agire…

Ingorgo politico

Com’era logico prevedere le ripercussioni del traffico si sono abbattute anche nei meandri della politica fiorentina. Numerose sono le vicende in questione che hanno rimescolato un pò le carte in campo. Vediamo di iniziare dalla vicenda TAV e Stazione Foster. In campagna elettorale, il candidato del PDL, Giovanni Galli, sosteneva di non approvare entrambi i progetti, costosi, invasivi e inutili, e con lui tutto il PDL, avallato nella persona del Presidente del Consiglio. Renzi dal canto suo non ha mai avuto una posizione ben definita, palleggiandosi tra il si, no e forse, all’insegna del comunque vada… Renzi diventa sindaco, ma nell’area ex macelli le ruspe non si fermano, anzi le prospettive sono proprio quelle di un attacco al sottosuolo con tanto di abbattimento di palazzo nella via Zeffirini. Sommossa generale, con i soliti “arieti” coerenti Razzanelli e De Zordo i quali, fedeli ai loro programmi elettorali, insistono per il cassamento del progetto. Ed ecco che da Roma, svegliandosi una mattina, interviene il Ministro Matteoli, quello toscano di nascita, di Cecina provincia di Livorno per la precisione, ma che non-gnene-frega-nulla-di-Firenze-perchè-tanto-sta-a-Roma, che rimescola le carte invocando la bontà del progetto, sospinto anche dalle richieste delle ferrovie alle quali tutto interessa tranne che la nostra città. Non solo, ma se il sindaco acconsente, il magnanimo ministro darà l’avallo per l’altro spreco di danaro pubblico, ovvero la realizzazione della Linea 2 e 3 in barba a tutto e a tutti compreso il loro candidato. In una prima fase di difesa Renzi si scaglia (parola grossa) contro le decisioni del Ministro, guardando con un occhio il gatto e l’altro il pesce, anche perchè ci sono svariati soldi in ballo, senza minimamente pensare al futuro della città, tanto c’è sempre l’Europarlamento e la casa a Pontassieve. Tirato dunque per il braccio destro, eccoti arrivare, tirato per il braccio sinistro, il conto dei Della Valle i quali, zitti zitti fino ad adesso, bussano per riscuotere le promesse della campagna elettorale. Ma alle porte incombono gli europei di calcio, dove vengono “promessi” 80 milioni d’euro per l’adeguamento del Franchi. Allora si che gli abitanti di Valleverde si arrabbiano! Ma come, si domandano, le strette di mano non valgono più nulla? La cittadella, i campini, la manutenzione? Chi è stato? Tuona il sindaco con il biglietto per l’America in tasca… Sono stata io, risponde l’assessore allo sport Cavandoli, la quale in una struggente lettera notturna, lascia l’assessorato. Il tutto mentre Renzi arriva in quel dì di Washington, dove nel merito di una riunione dei sindaci americani,..? …è per portare…? … bisogna avere una confluenza programmatica sul…? Insomma, detto alla fiorentina, s’ha un pò da capire il perchè di questo viaggio, anche perchè mi sembra che la città debba avere il suo comandante al timone, e non esportare il nuovo marchio Sindaco of Florence, perchè le scelte che verranno prese, ce le porteremo minimo dietro vent’anni, con tutte le conseguenze del caso. Comunque se il sindaco parte per l’America, emulando Berlusconi, tanto osteggiata fino a ieri nelle case del popolo del suo elettorato, l’opposizione fiorentina, tranne qualcuno, essendo il periodo invernale, ronfa in un perenne stato di letargo, tanto più che Verdini a Montecitorio siede di fronte al Ministro Matteoli, e lungi da loro scombinare questo idilliaco rapporto. Adesso siamo in attesa del ritorno del Signor Sindaco (e non Matteo come tanti suoi portaborse lo chiamano in pubblico) con in tasca il sogno americano, perchè come disse a me un mio amico d’oltre oceano: “se gli americani avessero Firenze vivreste tutti di rendita”. Sicuramente se Obama un giorno verrà a Firenze, la nostra città sarà come sempre bellissima, con il percorso toccato dal Presidente lindo e sicuro… Peccato però che una volta andato via si spengono le luci e si ritorna nel buio più totale… Comunque sto imparando molto dalla politica fiorentina: intanto ho comprato casa fuori da Firenze e devo dire che quando vengo via sto molto meglio, poi mi iscriverò al PDL almeno mi riposo lavorando, sperando che questo serva a fare entrare mio figlio a lavorare all’Alitalia…

See you later Matteo, I hope that you had a good time in New York…