Il fuoco della vergogna

Impossibile non commentare l’episodio accaduto ieri a Cosenza dove un giovane di 33 anni si è dato fuoco davanti ad una caserma dei Carabinieri. I retroscena del drammatico gesto non sono ancora chiari, ma sicuramente qualcosa centrerà con la situazione attuale, in questo clima che ha risvegliato i kapò, che ha risvegliato il “controllore” dormiente che sonnecchia dentro in gran parte della popolazione. Alla fine l’italiano medio è un vigliacco, un ipocondriaco, una banderuola che sbraita, urla, inveisce verso questo o verso quello, ma pronto a immolarsi per un piatto di pasta o per la partita la domenica, mai preoccupato se gli orti dei vicini secchino… l’importante è che non sia il suo. Ma quel ragazzo di ieri, quella torcia umana vera, reale, dovrebbe far capire che la disperazione è dietro l’angolo, dovrebbe far risuonare le parole che Jan Palach disse al mendico prima di morire  “scuotere le coscienze e mettere fine alla loro arrendevolezza verso un regime insopportabile“. Se non siete scossi è perchè una stampa carogna e vile vi ha oscurato il gesto per farvi rimanere nell’eterna bambagia di una società che sta crollando sotto i vostri piedi compiaciuta dal vostro assordante silenzio. Lo sentirete quel calore… eccome se lo sentirete, ma lo sentirete da svegli perchè state negoziando la vostra libertà con la vostra stessa vita. Non è una questione sanitaria ma è una questione di ideali e di diritti ottenuti da tutti quegli anziani che oggi fate andare in giro mascherati come i peggiori appestati. Fate studiare ai ragazzi che il fascismo è male e vi comportate peggio di loro, perchè in fondo non c’ è peggior fascista di un anti fascista. Se per voi le fiamme dell’insegnante sono solo fiamme per noi liberali contro l’infame tessera verde sono una luce, un faro che ci illuminerà ancora di più il cammino che abbiamo intrapreso. Un cammino all’inizio fatto di “pochi” ma come il mondo ci sta insegnando in questi giorni, l’onda del dissenso si sta ingigantendo e qualche topo è già scappato dalla nave. Noi saremo come sempre gli ultimi perchè siamo vigliacchi e opportunisti, “Francia o Spagna purchè se magna” è nel nostro DNA, ma sono certo che non tutti gli italiani sono così perchè alcuni dormono ancora, altri sono impauriti, altri non sono ancora “scossi” per bene. Ma la scossa verrà statene certi, e solo allora dovrete decidere da che parte stare in special modo per dare un futuro dignitoso ai nostri figli, perchè al momento il progetto è di rendergli schiavi!!!

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L’Italia s’è desta o non si desterà?

Sta continuando incessantemente questa “farsa” su quello che, oramai da quasi due anni, sta bloccando, ipnotizzando, fermando e in molti casi, uccidendo tante persone, e che non sembra voler finire. Di scricchiolii se ne sentono parecchi, in alcuni casi vere e proprie scosse, ma di fatto al momento sono ancora tutti li in primis Speranza, anche dopo la recente sentenza del TAR del Lazio sulla procedura da lui sdoganata di “vigile attesa”. La cosa più lampante è il silenzio assordante della magistratura oramai in possesso di una miriade di elementi per poter procedere almeno alle verifiche, come già sta accadendo in America. Sicuramente un silenzio narcotizzato dall’attesa dell’elezione del nuovo Presidente della Repubblica il quale, una volta eletto, sarà a capo del CSM e sappiamo tutti la potenza di tale organo, specie nella gestione politica del paese. Narcotizzati però sono anche gli italiani, avvolti più che mai nelle loro mascherine peggio di un anno fa, nonostante la campagna vaccinale del siero che ha disatteso tutti i proseliti del “basta una dose e del finirà tutto” e così via. L’unica cosa che è finita è il denaro nelle tasche degli italiani in special modo alle piccole (ma anche grandi) imprese e negozi, visto anche l’aumento del costo dell’energia. La grande ripresa legata all’infame tessera verde non c’è stata anzi, al momento, tutti, in special modo chi dovrebbe salire sugli scudi, nicchia, dorme, attende, piega la testa senza una minima reazione di spina dorsale. Ma oggi va così, penso ad esempio a Salvini che ha lapidato un patrimonio elettivo di oltre un 30%, per non parlare dei 2 stelle, tutti appecorati al dragone non manifestando una benchè minima idea di opposizione, ammaliati dalle virostar che snocciolano numeri su numeri che ogni giorno di più risultano “alterati”. E la Meloni? Al momento un sacco di discorsi e pochi fatti, deludente su quasi tutta la linea, politicamente in furba attesa perchè comunque certa di avere davanti un popolo con la memoria corta. E così mentre in Francia e da altre parti il popolo se ne frega delle regole e decide autonomamente (e democraticamente) di tornare a vivere alla faccia della dittatura sanitaria, noi smidollati italici abbiamo paura ancora del drago cattivo non riuscendo ad uscire da questo stato catatonico. Per molti il “green pass rende liberi” per altri rende schiavi. E come trote salmonate abbiamo abboccato al dividi et impera sputandoci addosso tutto il livore del bianco contro il nero, del sierato contro l’appestato favorendo una macelleria sociale che in questo momento non serve a nessuno se non alla politica, quella peggiore. Vorrei concludere elogiando oggi, e non in futuro (come da tradizione), un personaggio che si è opposto al regime sanitario e che fa di lui un vero numero uno, non solo nello sport ma anche nella vita. Novack Djokovic che ha fatto emergere tutte le incongruenze di questo momento storico, rinunciando alla fama per un obiettivo più grande: smuovere le coscienze, cosi come fece Rosa Park, Cassius Clay e tanti altri. Grazie Nole e grazie a chi resiste, a chi non si è mai piegato e a chi si è destato.

Uno strano ritorno del….

Il mio ultimo post del 2018 sanciva la “chiusura” dell’attività politica del sottoscritto ed in parte anche del blog che rimarrà una testimonianza (spero indelebile) di 10 anni di impegno e di amore verso la mia città. Purtroppo i fatti successi dal Marzo 2020 ad oggi mi impongono delle riflessioni che vanno al di la della politica, che vanno al di la di tutto perchè il momento, è un momento storico, un brutto momento storico aggiungo, e dopo averci riflettuto non potevo esimermi da un commento, una riflessione.
Lo goccia che ha fatto traboccare il vaso è la dichiarazione di Monti a microfoni aperti, dove candidamente evoca una sorta di “censura”, un troppo eccesso di democrazia nei mezzi di comunicazione (cit), il tutto nel silenzio più totale dei media, dei giornalisti, di quella parte del popolo che ad ogni piè sospinto invocano la gogna di qualche “residuato” fascista ancora presente nel nostro tessuto sociale. Adesso hanno veramente la pistola fumante come prova e che fanno? Niente!!! Il silenzio assoluto, ancora una volta genuflessi di fronte al potere. Ed allora caro Monti io scrivo e commento, rifletto in maniera democratica perchè è questo lo stato di diritto che fino ad oggi (del doman non v’è certezza) esiste ancora in questo sgangherato paese. Io scrivo da uomo libero perchè ancora lo sono e se un domani qualcuno mi vorrà tappare la “tastiera” sarò qui ad attenderlo, …ma non certo in maniera remissiva. E con la stessa foga democraticamente dico il mio pensiero sull’infame tessera verde che devo utilizzare per recarmi al lavoro e che devo pagare 50 euro a settimana. Combatto le discriminazioni per l’utilizzo dei mezzi pubblici ad appannaggio di chi ha preso strade diverse, come la scelta di iniettarsi un siero. Non mi permetterei mai di criticare chi ha preso tale decisione perchè la stessa parte dal libero arbitrio di ognuno di noi, parte dalla nostra concezione della vita, parte dall’istinto che ci proviene dalla pancia ed è ampiamente dimostrato che la società non può dividersi tra inoculati e non. Ma purtroppo ancora una volta siamo passati dai 39 milioni di “democratici” ai 39 milioni di fascisti esattamente come nel 1948 quando quelle stesse persone che riempivano Piazza Venezia 10 anni prima hanno voltato la gabbana nel più classico ed italico dei modi. E’ la natura dell’italiano c’è poco da fare. Prima del Marzo 2020 esisteva un pensiero che ogni anno a Gennaio veniva “ricordato” e profuso affinchè quello stesso pensiero si tramandasse ai posteri. E’ bastata una piccola “manipolazione” della realtà perchè quella scritta su di un quarto di cerchio di ferro , all’entrata di un campo, tornasse prevalentemente attuale. Basta cambiare la parola lavoro con la parola tessera ed il gioco è fatto. E a seguire una serie di dichiarazioni da brividi ad iniziare dal presidente della nostra regione che ha invocato i “campi di contenimento”, passando da quello campano che invoca i lancia fiamme e per finire a quello che vorrebbe una segregazione in casa. Il tutto condito da un mainstream compiacente dove nani e ballerine ancora una volta si asservono ad un potere che vuole entrare nella testa delle persone, che vuole entrare nella loro sfera familiare e personale per portargli via tutto, in primis la libertà e la dignità. Ma mentre scrivo altre persone stanno facendo le mie stesse riflessioni, altre persone si stanno impegnando per la divulgazione della verità che si badi, non vuole essere che uno sia meglio di un altro, ma una verità sulla quale le persone meno “fortunate”, meno ribelli ma più remissive al sistema, possano confrontarsi e fare le loro scelte e valutazioni in maniera LIBERA E DEMOCRATICA. Siamo soltanto all’inizio di questa “guerra” che ci impongono da una zona remota e ignota della terra, ma non sperino di trovare vita facile perchè c’è ancora tanto di buono nelle persone e noi “reietti” combatteremo fino in fondo per dare la luce in questi momenti bui. Il tempo poi, come sempre, sarà galantuomo. A presto

Requiem per un blog (e il suo blogger)

Ho aperto questo blog a Dicembre del 2008 perchè volevo metterci la faccia. Ho iniziato a frequentare persone, luoghi, parlato con la gente perchè credevo di poter dare una mano. I vostri riscontri, i vostri messaggi, le vostre domande hanno fatto si che proseguissi questo mio impegno, cercando sempre di documentare e verificare quanto ho sempre scritto. Sono stati 10 anni di battaglie, denunce, non solo mie ma sopratutto di quelli che si sono impegnati, battaglie che ho poi riportato fedelmente nelle pagine di questo blog. Nel mio piccolo sono riuscito a dare una mano alle persone che ci hanno messo la faccia ma alla luce dei risultati di ieri dico che la mia attività si conclude qui. Vista la drammatica situazione nella quale versa Firenze ieri mi sarebbe piaciuto vedere un cambiamento, una svolta, una presa di coscienza da parte dei fiorentini. Non tanto per la vittoria di Bocci, poteva anche essere della Bundu o di De Blasi, ma anche di un ballottaggio come è avvenuto per Siena, ma per vedere tradotto in numeri quel malcontento che sale ogni giorno da diversi anni a questa parte. E così mentre l’Italia cambia, non so se in bene o in male ma cambia, qui tutto rimane com’è e i prossimi 5 anni saranno devastanti come lo sono già stati questi. Nel post precedente ho espresso dei dubbi, forti dubbi sul risultato elettorale, ma non potrò essere certo io quel sindaco revisore. Ma se effettivamente i fiorentini si sono espressi in questo modo allora è giusto che io mi faccia da parte perchè i mulini a vento vincono sempre contro Don Chisciotte. Quando il “nemico” è nettamente più forte e scaltro è inutile combattere, meglio una sana ritirata cercando di salvare il salvabile, recuperando quei contatti umani che a volte la politica fa perdere. Rinascimento Fiorentino vivrà negli articoli contenuti in questo spazio virtuale e se avrete voglia e tempo, potrete trovare tante cose scritte in passato che poi sono sistematicamente successe. E’ la memoria elettronica di un fiorentino che ha tentato di essere utile e sono contento di averlo fatto. Una volta avrei scritto viva Fiorenza ma adesso mi limito ad un semplice requiem.

Elezioni, qualcosa non torna

E così mentre nel resto d’Italia si consumano drammi e gioie, penso alla Livorno di estrema sinistra arrivata al ballottaggio con la Lega giusto per fare un esempio eclatante, a Firenze nulla cambia. Ma non è che non cambia il colore. non cambiano neanche i numeri. Basti pensare all’elezione di Renzi con 109 mila volti, passando da Nardella (2014) con 111 mila e ieri sempre Nardella con 109 mila. Nessuna flessione anche quando il PD perde il 23% in Toscana! Numeri che dovrebbero fare riflettere gli analisti del voto o chi se ne dovrebbe occupare. In questi giorni a Firenze era esposto un cartello: Firenze non si Lega. No signori, Firenze è legata da una lobby di poteri che parte da Verdini e arriva a Renzi, guardacaso sempre presente qui in città. Il risultato di ieri ne è la prova lampante. Alle 17 il sindaco uscente in conferenza stampa ringraziava i fiorentini per la riconferma. Peccato che a quell’ora era stato scrutinato un quarto dei seggi. Com’è possibile tanta sicurezza? Io che ho girato la città le ho sentite le voci della base dall’Isolotto a via Rocca Tedalda e la percezione non era dei 109 mila voti ma bensì di un testa a testa, peraltro confermato dal 42% dei fiorentini che alle europee hanno votato Lega. Mi volete far credere che chi ha votato Lega alle europee ha poi votato Nardella e le sue liste al Comune con una forbice di scarto del 15%? Numeri signori, non semplici illazioni. Cosa ci sia dietro non lo so, ma alla luce dei fatti pretendo chiarezza, non tanto per la sconfitta di una parte, per me poteva anche vincere la Bundu, ma per i numeri espressi. Hanno ragione a dire che il fascismo non è morto. Peccato che cerchino dalla parte sbagliata.

Domenica andate a votare!!! #arianuovapalazzovecchio

Post ovviamente rivolto ai liberali e a quelli del “tanto non cambia niente”, a quelli che meglio un giorno al mare per poi incazzarsi per i prossimi 5 anni. Non è rivolto a chi non vede più in la del suo naso altrimenti la città non verserebbe nelle condizioni in cui è. Firenze DEVE cambiare altrimenti i prossimi 5 anni saranno fatali. Non lo dico io, lo dicono i numeri. Firenze ha bisogno di una svolta sia politica sia di uomini in grado di riportarla agli antichi fasti. Se i fiorentini non coglieranno questa occasione di questa città rimarrà soltanto un centro storico e nulla più grazie sopratutto a questi amministratori che hanno usato Firenze come biglietto da visita e basta. Non andare a votare significa mandare un chiaro messaggio a chi poi un domani se ne approfitterà. Ma sopratutto votate la persona, se vi è stata segnalata, raccomandata, suggerita. Votate il cognome almeno un domani potete avere un referente a cui indirizzarvi o un referente dove mandare i vostri strali. Se votate le persone la giunta avrà un identità ben chiara e non imposta dall’alto. Cambiare si deve, cambiare si può!

Ma il problema è Salvini o siete voi?

Vorrei rispondere ad un amico che stimo molto (forse non leggerà neanche questo post) così come ai tanti internauti che ad ogni piè sospinto pubblicano video di cosa questo governo non ha fatto, sopratutto alle gesta del suo leader in pectore Matteo Salvini. La cosa buffa è che nessuno di loro si chiede perchè siamo arrivati a questo punto. Se vero com’è vero che viviamo in democrazia Salvini e il M5S sono espressione di un voto popolare del 4 Marzo 2018. Nel 1994 la politica cambio radicalmente faccia passando dalla Repubblica dei ladroni a quella dei bravi, dei sorridenti, del “ghe penso mi”. Tutto questo ha poi creato il berlusconismo e sappiamo benissimo tutti com’è andata poi a finire nel 2011, quando un colpo di stato, ed oggi ne abbiamo le prove, rovesciò un governo democraticamente eletto per portarci alla deriva creando i fenomeni come Salvini e il M5S. Berlusconi si poteva battere politicamente non con l’ausilio di una magistratura di parte ne tanto meno sulle sue abitudini sessuali. Berlusconi era un bersaglio “facile” a livello politico ma hanno scelto una via che lo ha rafforzato negli anni, tanto è che i democratici si sono fatti consumare dentro da un ex democristiano, figlio di quella DC odiata dai comunisti ma che si è rifatta una vita dentro la sinistra. Se la politica odierna avesse fatto meno discorsi e più fatti oggi al governo non ci sarebbero i “barbari” ma gli eredi di una politica vera che comunque non ha mai abbandonato il popolo italiano come invece hanno fatto dal 2011 ad oggi. Ed è il vostro atteggiamento di sberleffo, i vostri lenzuoli appesi che rendono ancora più forte la figura di Salvini perchè il popolo in fondo è stufo, stufo delle cazzate, stufo dei fenomeni alla Renzi, stufo di un falso buonismo, stufo anche di questa pseudo integrazione che mai potrà avvenire. Questi sono i fatti concreti, questi sono i fatti che hanno generato Matteo Salvini. Quindi caro amico invece di pubblicare reportage su cosa non ha fatto Salvini pubblica qualcosa dove si evinca il fallimento della politica dei “bravi”, della politica dei piede su due staffe, della politica di uomini venduti, della politica che predica bene ma razzola male e forse solo allora capirai che oggi vivi in un paese che non è altro lo specchio di quello che siamo… te compreso.

Fiorentini gente strana @BocciUbaldo #arianuovapalazzovecchio

Premesso che sono fiorentino e fino ad una ventina di anni fa dicevo “di essere fiorentino e non italiano” (cit). Poi i fiorentini mi hanno deluso profondamente, mi ha deluso la loro scarsa lungimiranza, il loro “egoismo”, la loro spocchiosità derivata dal fatto che vivono in una delle città più belle del mondo. Cari fiorentini vi vorrei ricordare che tutti noi viviamo grazie agli uomini che ci hanno tramandato opere straordinarie e che sono vissuti oltre 700 anni or sono e che nulla, dico nulla è stato fatto nei tempi moderni. Il turista viene a visitare le opere di Michelangelo, Brunelleschi, Arnolfo di Cambio, Giotto e non dei canotti appesi in un palazzo storico in Piazza Strozzi, non un tribunale che sembra uscito da un quadro di Picasso del periodo cubista, ne tanto meno una scatola da scarpe (cit) qual’è il Nuovo Teatro Comunale. State vivendo quotidianamente sul genio dei nostri antenati senza aver apportano nulla di buono in questi tempi moderni. Però prima del 1994 i governi della città non hanno mai avuto l’arroganza di cambiare Firenze cercando di renderla “moderna” ma hanno sempre cercato di conservare quello che in realtà la città è: una città bella, ricca di storia ma anche una città “semplice”.

Oggi io non sono più fiorentino, perchè questa non è più la mia città ma non è più neanche la vostra! Firenze da 25 anni a questa parte è in mano a dei parassiti che l’hanno spremuta in ogni suo angolo, rendendola arida, sciatta, senza anima. Una città abitata da zombi che vengono presi per il culo ad ogni tornata elettorale con la favola dello stadio nuovo, giusto per fare un esempio. E allora caro amico che mi chiedi (giustamente) chi sia Ubaldo Bocci, ti rispondo che nel 1994 hai votato un professore che manco conoscevi (Primicerio), nel 1999 un uomo che ti ha imposto il partito (Dominici) che poi hai rivotato nel 2004! Hai votato nel 2009 una persona, Renzi, che non sapevi manco chi fosse abbagliato soltanto dalla sua giovinezza e veemenza del lessico e poi si è visto com’è andata. Nel 2014 hai votato Nardella, il portaborse di Renzi, che prima di lui non sapevi neanche chi fosse! Nel 2009 potevi votare Giovanni Galli, un uomo, uno sportivo, una brava persona ma non ti piaceva perchè “non era un politico e poi nato a Pisa”, ma nel 2014 hai votato Nardella da Torre del Greco (Campania) violinista. E oggi mi vieni a dire chi è Bocci? Te lo dico io. Ubaldo Bocci, fiorentino doc, con in mente un sogno: riportare Firenze a Firenze. Punto. Se non ti basta questo puoi implodere i prossimi 5 anni insieme alla città che tu dici di amare ma che in realtà non provi neanche a farla cambiare. Tutto il resto è veramente noia!

Perchè siamo ad un bivio

Un amico su facebook mi scrive “ma a quanti bivi ha Firenze”, parafrasando un mio recente post che suggeriva che la città è ad un bivio. Purtroppo da quando mi occupo attivamente dei problemi di Firenze le previsioni che ho fatto (e scritto) su questo blog si sono manifestate tutte nella loro drammaticità, ma non perchè io possa essere “bravo” ma perchè la città non va guardata dalla terrazza del Piazzale Michelangelo, ma va osservata nei suoi angoli più nascosti e capire cosa succede realmente. Vi faccio un esempio. Recentemente c’è stata una polemica sui fiaccherai con una corrente a favore ed una corrente contraria. Per carità stiamo parlando di un’istituzione storica che ha tutto il diritto di essere preservata, ma rappresenta lo 0,01 dei problemi di Firenze che sono ben altri ad iniziare da un bilancio che segna un passivo con cifre a nove zeri! L’attuazione dello scellerato piano di ampliare la tramvia che già costa al Comune 30 milioni di euro l’anno a fronte di un investimento che è costato 600 milioni di euro (fino ad adesso) deve suonare come una sirena di un attacco aereo perchè sono soldi che dovevano e devono essere utilizzati per il mantenimento della nostra città che è vecchia, e come una persona anziana ha bisogno di cure quotidiane cosa che da 25 anni a questa parte non viene fatta! Se Nardella venisse riconfermato, attuando quello che dice, Firenze non sarà più la stessa ma sprofonderà in quello che oggi possiamo vedere in Piazza Dalmazia e limitrofi oppure quello che è diventata oggi Piazza Stazione e superando il punto di non ritorno (se già non lo abbiamo passato) non potremmo più tornare indietro, come è già successo con la scellerata decisione di abbattere le mura a metà del 1800. Voi direte che oramai è storia antica, ma vi faccio presente che ancor oggi noi viviamo di storia antica, ma non del 1800, ma del 1300, 1400, 1500 opere che sono arrivate fino ai nostri giorni che ci permettono di avere una città “interessante”. Fino a 25 anni fa Firenze poteva sembrare caotica ma era sempre Firenze con le sue contraddizioni ma anche la sua vita. In 25 anni a questa parte siamo stati in grado di costruire un Tribunale brutto e già decadente che occlude la visione del Cupolone da lontano. Un teatro che sembra più una scatola da scarpe (cit) e un treno che sferraglia a destra e manca provocando gravi ammanchi nelle tasche del Comune. Per non parlare di un centro sciatto e sudicio pieno di supermercati multietnici e negozi “strani” e una miriade di saracinesche chiuse con su un cartello AFFITTASI. Se Ubaldo Bocci sarà eletto sindaco l’unica vittoria che potremmo cantare è di aver messo alla porta un potere che ha distrutto parzialmente la città ma di li a farla ritornare ai suoi fasti ce ne vorrà, perchè di lavoro da fare ce n’è tanto e di Magnifico fino ad oggi ne abbiamo avuto soltanto uno.

L’analisi delle cose

Rinascimento Fiorentino - Movimento per la città

Pubblico con piacere un commento di DanK che con un attenta analisi e informazione ha stilato una serie di prospettive che si potevano (lui dice si possono ancora) analizzare e successivamente attuare nella nostra città. Ma si sa… una cavolata detta da un architetto famoso vale oro, una cosa che vale oro detta da uno qualunque è una cavolata….

Senza prendere come modello le città europee, per Firenze si prospetterebbero (prospettavano) queste soluzioni principali: – Metropolitana (suppongo leggera automatica su gomma, tipo VAL) profonda – Metropolitana (leggera) profonda mista a sopraelevata (con interconnessioni e utilizzo dei binari ferroviari di superficie nuovi o già esistenti) – Micrometropolitana profonda – Metropolitana di superficie a raso (tramvia) – Potenziamento dei percorsi protetti degli autobus (di tipo “ecologico”) Considerate le disponibilità economiche è ovvio che la scelta è ricaduta sulla penultima possibilità che dal punto di vista di inquinamento si presenta meno impattante; infatti…

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