Firenze e la tangenziale (che già c’è)

Come avete potuto notare e, molti di noi vivere quotidianamente, la tanto agognata diminuzione del traffico, con l’avvento della tramvia, non è avvenuta anzi, da un caos generico e mirato in varie ore della giornata siamo passati alla più completa entropia degna di una città dell’India. Purtroppo questa situazione peggiorerà non di poco con l’accensione dei semafori Belfiore – Marcello e Rosselli – Alamanni. Tutto questo ha portato ovviamente ad utilizzare l’anello autostradale FI SUD – FI NORD come tangenziale da parte di molti fiorentini (io per primo) anche perchè, per fare un esempio, Coverciano – Scandicci (Uci Cinemas per intendersi) ci metto 20 minuti cosa impensabile passando per la città. Bene direte voi, meno auto nella città! Ma state scordando che il tratto di cui sopra è a pagamento “rimpinguando” le già piene tasche di Autostrade SpA. Il vice Presidente del Consiglio Regionale, Marco Stella, recentemente ha fatto una proposta interessante ovvero di fare evitare il pagamento del pedaggio da Fi Sud a Nord comprese le uscite Impruneta e Scandicci. Il provvedimento sarebbe un toccasana anche se andrebbe riguardata l’uscita dai caselli visto che c’è stato un aumento esponenziale delle auto (l’uscita di FI SUD ha perennemente la coda 1 km prima nelle ore di punta). Come sempre la risposta a richieste sensate non è ancora pervenuta e mi suona strano che nessuno dei politici l’abbia sostenuta e appoggiata indipendentemente dal colore. Abbiamo capito che le problematiche fiorentine interessano poco ai “regnanti” da 25 anni a questa parte, ma prima o poi qualcuno si dovrà svegliare e non sarà un risveglio da colazione a letto ma piuttosto un risveglio con una bella secchiata d’acqua, gelida!

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Verso le elezioni comunale (1°parte)

Con questo primo post vorrei iniziare il percorso che ci porterà alle elezioni del 2019 per il Comune di Firenze, cercando di leggere le varie formazioni in campo per capire quel’è sarà il futuro della nostra città. Ad oggi in città gli schieramenti non si sono ancora mossi, ne hanno fatto una loro proposta, ne tantomeno il nome di un candidato specialmente nel centro destra. Gli unici a dichiararlo sono stati quelli del PD che hanno pensato bene di riproporre Nardella, visto che anche da quella parte non è che ci siano state tante sgomitate per lo scranno di Palazzo Vecchio. In fondo il sindaco uscente fa quello che gli viene imposto dall’alto, senza battere troppo ciglio facendo comodo un pò a tutti. E’ fondo è dal 1994 che Firenze non ha un reale governo, ma solamente un accomodarsi politicamente per sfruttare la città senza fornire nulla in cambio alla popolazione. Basti pensare che prima delle elezione del 2009 il centro destra a portato tutti candidati “fantoccio” senza una speranza di vincere contro la corazzata PD che nel contempo continuava a disfare in lungo e in largo la città senza un opposizione vera. Giovanni Galli nel 2009 e Marco Stella nel 2014 hanno decisamente fatto qualcosa in più ma sono sembrati più fuochi di paglia che altro, altrimenti avremmo già un candidato di centro destra. Addirittura ci sono già state delle schermaglie sulla questione Peretola dove paradossalmente il PD la vede come Forza Italia a Firenze, ma non la vede in egual modo a Prato, passando per il niet della Lega appoggiata da M5S. Fatto sta che al momento solo Nardella è uscito dal cilindro delle candidature. Ma tutto questo perchè? La realtà è sotto i vostri occhi, una città che si va via via deteriorando colpa la grande distruzione che il progetto tramvia ha portato e che non accenna ad essere messo in discussione. La grande voragine di danaro che ha già creato dal 2009 ad oggi si ripercuoterà sulle future amministrazioni e solo una presa visione da parte degli organi competenti potrà far cessare. Non esisterà un uomo (o una donna) che potrà far risollevare la “mucca” Firenze, dove tutti stanno mungendo senza preoccuparsi se l’animale è malato oppure no. E allora la politica fiorentina, che considera il fiorentino medio un manca mentato, propone candidati farlocchi senza che abbiano una reale preoccupazione su quanto accade in città, preoccupandosi solo  di far bella figura su questioni minori tralasciando quelle vere, quelle che dovrebbero essere le esigenze di una città morente. Aspettiamo fiduciosi di essere smentiti oppure di avere la conferma ancora una volta che di Firenze non frega un tubo a nessuno, tanto meno a chi ci abita.

Io sto con Lodi!

I soliti quattro buonisti del volemosi bene si sono scagliati contro l’amministrazione comunale di Lodi che ha preteso il pagamento delle rette (mensa e servizi) da parte di bambini con genitori “stranieri”. Sinceramente non ci vedo niente di male visto che NOI italiani, regolari, integrati, paganti le tasse, lo facciamo ogni volta senza battere ciglio. Una volta che dimenticai di pagare il bollettino Equitalia (dopo un pò di tempo) si fece viva, ed io pagai regolarmente. Tutto qua. Nessuno si è preoccupato se la mia famiglia potesse avere bisogno in quel momento. Ben venga la colletta di altre famiglie, come sarebbe giusto che le spese dell’accoglienza non fossero a carico dei contribuenti (ovviamente facendo una giusta proporzione) ma bensì a carico di chi si batte per questo. Non mi sembra che i migranti della nave Diciotti siano ancora nelle strutture dove li hanno ospitati ma se ne sono già andati, in una parola sono fuggiti, con tutte le problematiche del caso e dove sono ora quelli che li volevano fare scendere? Ma torniamo ai cittadini di Lodi. Perchè noi dobbiamo pagare e loro no? Tutti loro hanno un cellulare nuovo per non parlare delle auto e perchè allora non pagare la mensa ai figli? Anche io vorrei cambiare l’auto che ha 20 anni ma non me lo posso permettere. Quindi dove sta lo scandalo? Lodi dovrebbe essere un esempio senza se e senza ma. Ben venga la solidarietà senza gravare sui bilanci comunali già in forte crisi, altrimenti ognuno si organizzi. E non centra nulla tirare in ballo i bambini, quello è da vigliacchi, perchè i bambini hanno dei genitori come noi lo siamo con i nostri, e siamo i primi a preoccuparci di pagare per i servizi ai nostri figli. Tutto il resto è per dare aria alla bocca e per lavarsi la coscienza.

P.S. Devo ancora finire di pagare i libri per la scuola, lo sport, gli occhiali, il dermatologo….se volete vi lascio l’Iban, parrucconi e pusillanimi!

Una follia chiamata tramvia! (Cronaca di un giorno a bordo)

Ho aspettato a scrivere questo post perchè odio giudicare o valutare una cosa senza prima conoscerla e studiandola a fondo. Chi vi scrive si occupa di tramvia dal 2002 (anche prima) quando gli allora amministratori locali ritenevano che tale progetto fosse la panacea di tutti i mali, ovviamente riferiti alla mobilità. Il resto è storia e documentata su questo modesto blog e in pochi altri che sin dall’inizio hanno denunciato l’inutilità di tale progetto annessa allo sventramento del suolo con i relativi sprechi di danari pubblici che potevano (e possono) essere utilizzati per il mantenimento della nostra vecchia e scricchiolante città. Attualmente i costi per la costruzione sfiorano i 600 milioni di euro (1200 miliardi delle vecchie lire) con costi di gestione, quindi disavanzi annui, per una cifra che per la sola linea 1 arriva a toccare i 12 milioni di euro l’anno. Cifre che ho più volte richiesto, ma solo il bilancio del primo anno è stato reso pubblico con determina dirigenziale e che ammontava a 7,8 milioni. Il resto omertà totale da parte di tutti, anche dalla stessa Corte dei Conti che dovrebbe essere organo garante e super partes visti i numeri in ballo. I fenomeni diranno che anche la regione pompa i danari dentro le spese, ma questo non toglie che il progetto accumulerà ogni anno una perdita pari a 30 milioni (secondo me saranno di più) di euro. E non lo dico io ma lo ha detto Nardella 8 mesi fa dichiarando che i costi di gestione (quelli che per una normale attività sarebbero perdite) della linea 2 e 3 ammonteranno a 15 milioni di euro l’anno (andate a vedervi le carte di quel consiglio). La SoGest, la società di gestione, aveva già detto allora che per pareggiare i conti sarebbero servite almeno 25 mila presenze (paganti) il giorno sui mezzi affinchè il comune non pagasse il surplus per garantire l’introito alla società.

Ma vediamo come funziona la linea Scandicci – Careggi. Mi sono preso la briga di dedicare una giornata h24 perchè, come prima accennato, criticare per sentito dire non è da questo blog ne dal sottoscritto. Da qui una breve cronaca di un giorno in tramvia. Alle 06.30 si iniziano a vedere i primi “pendolari” che si spostano dalla periferia al centro. Vagoni relativamente vuoti con una scarsa propensione a pagare il biglietto (tutti abbonati?). Alle 07.30 le corse si animano un pò anche con gente in piedi fino alle 08.30 circa dove i vagoni ritornano a svuotarsi. Durante la mattinata non succede più niente se non un vagone o due che si riempie per i turisti che posteggiano il pulmann al posteggio di Villa Costanza. All’ora di pranzo si rianima un pò la situazione più che altro da Stazione verso Scandicci. E cosi per tutto il giorno, dove a vagoni vuoti, ovvero senza problemi per mettersi a sedere, si alternano lievi infornate da posti in piedi. La cosa strana (ma del tutto comprensibile) è che dalla Stazione a Careggi i vagoni viaggiano sempre con poche persone, visto che stiamo parlando di mezzi lunghi 36 metri, quindi 20 o 30 persone non potrebbero mai giustificare un tale investimento. E mentre durante la giornata gli utilizzatori sono di varia natura, studenti, turisti, anziani, e qualche lavoratore in doppio petto, la sera la “qualità” delle persone cambia completamente dando un senso di insicurezza che poi sfocia in episodi come quello dello “straniero” che ha colpito al volto una giovane donna senza un particolare motivo. Vi garantisco che non è piacevole, sopratutto per le ragazze o donne sole. Ovviamente traccia di biglietti, anche da parte del turista, non ne ho vista alcuna, come anche uno scarso controllo dal personale preposto. Visto l’esoso prezzo del biglietto (1.50 € per 90 minuti) io ne ho fatti 4 nell’arco della giornata e vi garantisco che ci sono stato molto di più. Quindi dal lato passeggeri e il relativo utilizzo la tramvia (sempre pensando ai costi) è un totale fallimento.

Parallelamente a quanto scritto sopra, abbiamo fatto anche un altro esperimento, ovvero abbiamo messo a confronto il percorso con un mezzo a due ruote, con un auto e perfino a piedi! In tre fasi della giornata siamo partiti da Scandicci e siamo arrivati in Morgagni allo stesso orario di un convoglio. I risultati sono stati sorprendenti: con le due ruote il tempo è variato da un minimo di 20 minuti ad un massimo di 27 passando per Canova – Indiano – Novoli – 11 Agosto. Sempre nello stesso tragitto con l’auto ci abbiamo messo dai 22 minuti ai 37. Ma il dato interessante (che non tutti possono permettersi) è stato la persona che ha percorso il tratto a piedi e di corsa: 2 ore a piedi e 55 minuti di corsa! Considerato che la tramvia ci mette quasi 50 minuti per completare il percorso fatevi un pò i vostri calcoli!!! Pensate che recentemente su Repubblica è apparso un articolo dove era scritto che dalla Stazione a Peretola il tram ci metterà 22 minuti!!!! E questo sarebbe il servizio di efficienza e velocità?

Se osservate le metropolitane del mondo troverete nelle stazioni sotterranee un tipologia di persone che varia dalla casalinga, allo studente, al turista, ma anche al lavoratore che ha bisogno di recarsi al lavoro evitando chilometri di città. Ma Firenze, che è larga (circa) 3 km da Ferrucci a Piazza Edison e lunga 9 da Coverciano a Peretola, come può permettersi un mezzo che non offre alternative al traffico su gomma (due ruote, auto, autobus?) E ancora oggi il presidente (parola grossa) Rossi chiede di accelerare i lavori per le altre linee altrimenti l’Europa ci taglia i fondi? Ma dove vivono questi, su Marte? Voi non avete ancora un idea di cosa succederà all’accensione dei semafori Belfiore – Marcello e Rosselli – Monaco ma vi garantisco che ci sarà da divertirsi e nel contempo da piangere!

Dai finestrini del treno (perchè è un treno) si vedono infatti grosse code ai margini dei binari che mai verranno smaltite, così come abbiamo visto una Smart piantata nell’unica corsia di via Corridoni bloccare tutto il traffico proveniente da Dalmazia. Nessun alternativa è stata prevista per i mezzi di soccorso, per le ambulanze in assistenza domiciliare, per i mezzi di servizio (ad esempio un auto pompa per lo spurgo). Niente di niente, sono andati avanti (e vanno) imperterriti e impuniti senza un briciolo di studio ma solo per intascare il grosso finanziamento proveniente da Bruxelles. Un progetto nato morto ma che hanno il coraggio di vendervi come il futuro. Cari fiorentini vi sveglierete invece nel passato, in una città che vivrà solo grazie alle vere innovazioni di chi è vissuto 800 anni fa e che in questi ultimi 25 anni amministratori arroganti hanno distrutto!

Cappello a quanto sopra mi piacerebbe una smentita da Palazzo Vecchio con numeri reali, con dati veri, ma so che non ci sarà come non c’è mai stata in questi nostri 10 anni di Rinascimento Fiorentino.

Una città che scricchiola

Se andate a ritroso nelle pagine del blog troverete post di denuncia sulla precarietà nella quale versa Firenze nelle sue infrastrutture. Il Lungarno Torrigiani è solo la punta dell’iceberg sul cattivo stato di manutenzione di tutti i nostri servizi. La recente rottura del tubo di via Bolognese che ha messo in crisi il traffico cittadino deve essere non un campanello, ma una sirena di allarme su quello che ci aspetterà nei prossimi anni. Una città dove il traffico non può neanche essere deviato per colpa della tramvia che ha occupato tutta le sede stradale delle maggiori direttrici di fatto occludendo ogni via di fuga agli automobilisti ma anche mezzi di soccorso e servizi vari. E’ dalla nascita del movimento che noi lo urliamo ai 4 venti: Firenze ha bisogno di nuove infrastrutture per i servizi, acqua, luce, gas, monitoraggio dei vecchi Lungarni, un reset totale fatto con lungimiranza. Dal 2002 (data dell’inizio lavori della tramvia) ad oggi sono stati spesi 600 milioni di euro e dal 2009 ad oggi la Linea uno ci è costata 90 milioni di euro e nessuno ha mai detto niente sui bilanci e sullo spreco di danari che potevano essere destinati al mantenimento della città. Purtroppo i colpevoli si annidano negli pseudo schieramenti politici ma che in realtà fanno parte di un unico disegno destra e sinistra compresi. Ma il tempo scorre inesorabilmente come inesorabilmente verranno fuori i problemi sempre più fino a che i fiorentini si ritroveranno un cumulo di “macerie” nelle periferie e forse un centro storico ancora “visitabile”.

Chiusura mentale

E’ di questi giorni il rumors parlamentare che vorrebbe i centri commerciali chiusi la domenica per dare modo ai lavoratori di poter riposare e quindi santificare (per chi ci crede) il giorno dedicato al riposo. Mi piacerebbe sapere però qual’è la reale motivazione di questa scelta. Non credo per alleviare le “sofferenze” di un impiegato addetto alla grande distribuzione che lavora nel giorno dove gli altri vanno a fare “shopping”. Ma allora mi sorgono degli interrogativi: ma il cassiere della Coop se ha bisogno del Pronto Soccorso di domenica lo trova chiuso? Ma se il cassiere della Coop vuole andare al mare in treno di domenica resta a casa? Se di notte vede il fumo uscire da un appartamento accanto lo lascia bruciare? Se deve uscire dal passo carraio con l’auto per andare fuori il sabato sera o la domenica e lo trova ostruito non esce? Potrei andare avanti ancora ma spero di aver reso bene l’idea. Io sono uno che nella vita ha lavorato a turni, mattina, pomeriggio, notte, domeniche, festivi, Natale, Capodanno senza mai battere ciglio perchè era il mio lavoro. Perchè un impiegato dei centri commerciali dovrebbe restare a casa la domenica? Oggi il mondo va un pò più veloce rispetto a qualche anno fa e le esigenze di tutti sono cambiate. Ognuno ha la propria necessità di gestirsi la vita, così come un infortunio che ti porta al pronto soccorso a qualsiasi ora del giorno. Sarebbe bello trovarlo chiuso? Mi piacerebbe sapere qual’è la percentuale di persone (lavoranti all’interno) che sono d’accordo o meno. L’unica eccezione potrebbe essere relativa ai vari negozi all’interno, forse allora potremmo aprire un capitolo, ma gli addetti alla grande distribuzione dovrebbero comunque essere equiparati a chi fornisce un servizio pubblico. E’ comunque sempre una forma di rispetto verso chi lavora, cassiere o compratore, ferito o infermiere, autista o turista, gli uni che si scambiano con gli altri. Per il resto sono sempre chiacchiere e modi vari per carpire o meno un certo tipo di elettorato.

Distruggere per ricostruire

Cosa ci insegna il crollo del viadotto di Genova unito agli altri crolli (minori) di altri ponti in questi ultimi tre anni? Una colpa ai vecchi ingegneri o una mancanza di manutenzione dei nuovi? Siamo un popolo di attendisti, “domani è un altro giorno” è un mantra che ci appartiene in toto e noi a Firenze siamo dei maestri. Ci siamo persino costruiti le nostre vite su quello che ci hanno lasciato i nostri avi senza fare nulla per conservare questa immensa miniera. Eppure sotto il Duomo, sotto gli Uffizi regna il pressapochismo più totale. Pensiamo all’enorme scasso che sta provocando il treno in città, simbolo dell’approssimazione di chi ci ha amministrato in questi ultimi 25 anni. Sapete che il ponte sull’Arno della tramvia è nato male vero? Ci sono articoli e denunce ma nessuno ha fatto nulla. Tra 40, 50 anni, senza un monitoraggio costante, al primo problema sapremo (anzi saranno) i nomi dei “colpevoli” che nel frattempo saranno già trapassati. Un sottopasso inaugurato un anno fa è già inagibile e pericolante, cosi come il Nuovo Tribunale che ad ogni pioggia sospinta cade acqua al suo interno. Il bacino dell’Arno sta minando i nostri Lungarni ma evidentemente un crollo non basta per svegliare il Comune che silente assiste al lento declino di quella che poteva e doveva essere una città di riferimento nel mondo. Ma tutto ciò rispecchia il carattere del fiorentino medio, “sborone” al punto giusto, tuttologo, fanfarone, presunto erede di genialità quali Messer Filippo Brunelleschi, Michelangelo, Arnofo di Cambio e tutti i grandi artisti che hanno reso grande Fiorenza. Anche gli ultimi risultati elettorali del 4 Marzo hanno sancito che Renzi rappresenta il fiorentino medio anni luce lontano da quel Lorenzo il Magnifico che parlava e faceva. Bisogna andare indietro nel tempo per ritrovare un vero amante della città del fiore, quel Leopoldo di Lorena che diede lustro ad una città che amava anche se nato altrove. Con Firenze Capitale ci siamo montati la testa e da allora pensiamo sempre di essere caput mundi quando in realtà bastava semplicemente rimanere noi stessi. L’abbattimento delle mura dello scellerato Poggi avrebbe dovuto aprirci al mondo ma sarebbe bastata una gita in collina per vedere quanto siamo piccoli. Ma tutto questo il fiorentino non lo sa perchè è supponente e crede ancora che le amministrazioni succedute in questi ultimi anni agiscano per il bene della città. La cosa più importante è che facciano lo stadio nuovo anche se sono oramai più di 15 anni che ne parlano. A settembre, al ritorno dalle ferie, i fiorentini si appresteranno a vivere uno dei momenti più bui della loro vita cittadina. Chi lavorerà in città, chi si sposterà in città dovrà fare i conti con una realtà che neanche si immaginano. Sarà ancora tutto bello intorno al Duomo (forse) ma oltre i viali sarà un inferno che neanche il Poeta Divino avrebbe potuto descrivere. Cara Fiorenza il tuo minuscolo abitante al momento ti saluta e si congeda da te con una riverenza come era consuetudine fare prima di entrare a corte salutandoti forse con un arrivederci o forse con un addio.

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