Il 25 Aprile festa di chi?

25 Aprile Festa della Liberazione e sul significato di tale giorno mi pare che ci siano pochi dubbi. Pensiamo al 4 Luglio degli americani, la loro festa dell’indipendenza e guardiamo il nostro 25 aprile odierno. Vi sembra una Festa di Liberazione o altro? Il candidato sindaco Ubaldo Bocci in un intervista recente ha dichiarato che “Il 25 aprile organizzo un’iniziativa con il mondo degli esclusi e dei deboli. Non per nulla, ma purtroppo quella data è diventata un appuntamento ideologico e io all’ideologia preferisco la vita vera” e si è subito scatenato l’inferno di una certa parte politica e non solo. In realtà Bocci ha fatto un quadro di quello che OGGI è il 25 Aprile, non una Festa di Liberazione ma una festa “strumentalizzata” dove non sventola neanche un tricolore ma bandiere che nel 1945 non esistevano. Perfino L’ANPI non dovrebbe più esistere (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) ma essere aggiornata a ANPPI (Associazione Nazionale Parenti Partigiani Italiani) visto che i partigiani, quelli veri che hanno combattuto, non ci sono più. Anche la comunità ebraica è scesa a tuonare contro Bocci tralasciando il fatto più importante che Bocci non ha detto che non festeggia il 25 Aprile ma non lo festeggia nei modi e costumi di come viene festeggiato oggi, e non “negando” nulla! Chiaro e semplice. Chi non ha capito ciò evidentemente prende a pretesto le sue parole per contestarlo o non appoggiarlo, e siccome i giornali sono alla canna del gas è sempre meglio fare un titolo ad effetto che riportare le vere parole per poi far “abboccare” i soliti noti che festeggeranno il 25 Aprile in piazza ad urlare contro tutto e tutti. La Liberazione si festeggia con il rispetto dei morti, delle istituzioni, delle divise, ed anche aiutando i meno fortunati e non urlando da un palco sventolando moderni vessilli che niente hanno a che fare con la liberazione.

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Sindaco per 2 mesi @BocciUbaldo #oraFirenze

Politicamente Firenze è una piazza fantastica. L’ultimo sindaco vero di Firenze si chiamava Giorgio Morales che ha guidato la città dal 1989 al 1994 anno della fine politica della città. Chi di voi si ricorda di Primicerio? Il professore con in mente la “città dei bambini” che oggi si aggira per le strade del centro nel completo anonimato con aria triste. Dopo di lui il miracolato Domenici sindaco per due mandati, il prototipo dello yes man, parcheggiato in europa con un lauto stipendio e che oggi lo ritrovi in coda ad un ufficio pubblico, dimostrazione di quanto i dipendenti lo conoscessero. Il fenomeno di Rignano che ha usato Firenze per il suo spot elettorale per arrivare a Roma tra una supercazzola e l’altra di come se fosse antani, fino ad arrivare al suo successore, l’agnello sacrificale di una sinistra (o pseudo tale) Nardella, il violinista distruttore che ha detto di si allo scempio di Firenze e che oggi si indigna se un candidato sindaco (Bocci) va a Roma a chiedere alle ferrovie: “ma a Firenze per cosa state scavando?”. Certo Dario Nardella da Torre del Greco queste domande non se le è mai poste, che gnene frega a lui di Firenze, mal che vada potrà andare a suonare il violino stipendiato al Comunale (perennemente in deficit). Ma in questi giorni il buon Nardella e compagnia cantante, vedi il buon Toccafondi (che è migrato da dx a sx con la facilità di un bambino che segue un gelato), si è risvegliato ed ha iniziato a tirare degli strali al candidato del centro dx che altro non fa che avere un quadro della situazione dell’eventuale città che dovrà amministrare. “Ancora 5 anni” chiede il buon Dario, perchè i 5 che son passati non gli sono bastati per fare tutti i danni. Io credo che sia arrivato il momento di dire basta a 25 anni di immobilismo totale, immobilismo politico da destra a manca che ha portato la città in una condizione che solo un uomo di buon senso potrà risollevare. Che sia Bocci questo non lo so, ma sicuramente non sarà certo Nardella, sindaco da Marzo 2019 a Maggio 2019.

Ma l’Unesco c’è o ci fa? #oraFirenze

Si parla tanto di Firenze patrimonio dell’Umanità e quindi di Unesco e ammennicoli vari. Ieri sulla Nazione QN è uscito un articolo che riguardava la chiusura definitiva dello storico locale Dolce Vita in Piazza del Carmine. La cosa che mi ha più incuriosito è che, avendo portato via la licenza (presumo chi lo aveva in affitto) “per colpa” dell’Unesco non possiamo più ridare un eventuale licenza a chi volesse rilevarne l’uso. Non so se le fonti del giornalista possono essere attendibili ma sicuramente un fondo di verità c’è perchè in un recente passato già l’Unesco si era espressa per la troppa “modernizzazione” del centro storico avendo perso dei negozi storici quali ferro battuto, cornici e quant’altro a discapito dei phone center, negozietti multiuso, oppure quella pletora di parrucchiere per signora in via Panicale e limitrofi, giusto per fare qualche esempio. Non mi sembra che l’Unesco si sia incatenata in Piazza Stazione fronte retro Basilica di Santa Maria Novella affinchè non piantassero i pali neri in uso alla tramvia. Eppure avevano “minacciato” che il passaggio del treno sotto Porta al Prato non era “regolare”. Certo è che tanti fiorentini Unesco-no-di-casa, sia perchè per alcuni è impossibile, sia perchè la città è sempre meno sicura. Quindi cara Unesco vediamo di tutelare i cosi detti patrimoni, allontanando logiche “clientelari” e/o di comodo come sembra invece che sia!

Caro @BocciUbaldo ti scrivo

Caro Ubaldo, vorrei scriverti da cittadino fiorentino usando questo mio modestissimo blog, un tempo utilizzato per la mia personale sfida a Palazzo Vecchio, atto che ritenni doveroso nei confronti di una città, a mio avviso, in piena caduta libera. Ho seguito da vicino la campagna di Giovanni Galli del 2009 cosi come quella dell’amico Marco Stella del 2014 perchè li ritenevo (e ritengo) due belle persone degne di rappresentare la nostra città. Ieri ho avuto modo di vederti da vicino e di sorridere alla tua presentazione fatta senza troppi giri di parole e sopratutto senza l’affermazione che tu possa essere la panacea di tutti i mali di Firenze. Il passaggio più vero è stato quando hai detto “è inutile alzare il tappeto per nascondere la polvere” perchè è così che da 25 anni ad oggi hanno fatto a Firenze. Io credo che se tu vincerai la sfida per Palazzo Vecchio il tuo compito non sarà facile, ma le premesse sono quelle di un fiorentino che è nato, vive ed ama Firenze come tu hai sottolineato. Non importa se “hai un pò di pancetta” in fondo “omo de panza omo de sostanza”, che è quella che serve e servirà a Firenze per risollevarsi dal baratro che gli amministratori (e i fiorentini) l’hanno portata. Il tuo incipit mi è piaciuto molto e in questi 50 giorni le nostre strade si incontreranno di nuovo sicuramente e spero che tu mantenga viva questa fiamma che hai dimostrato di avere in una piazza di periferia.

I veri numeri della piazza

Se c’è una cosa che odio è la mistificazione della realtà, sopratutto nel conteggio dei numeri. Pensiamo alle manifestazioni ad esempio: per la Questura tot di partecipanti per gli organizzatori un altro tot diametralmente opposto. Certo non chiedo il conto della serva ma tra 10.000 e 9.000 la forbice è corta ma tra 100/150 e 1500 mi sembra che si esageri. E’ successo ieri nella Piazza dei Tigli a Firenze dove il candidato sindaco Bocci, accompagnato dal Ministro Salvini hanno tenuto il primo incontro con i cittadini. Da osservatore interessato c’ero anche io, visto che si tratta di una persona che ci mette la faccia per governare Firenze e vi garantisco che i partecipanti erano più o meno 1500. Se poi erano 1411 (2 vecchini si sono soffermati in fondo) o 1534 non ci è dato saperlo ma all’incirca, testa più o testa meno, il numero era quello. Cosi come il numero dei contestatori si aggirava a 9 10 unità con un cartello in mano (cartoncino Bristol 50×30) con la scritta VERGOGNA, più uno striscione appeso ad una terrazza con scritto PIU MIGRANTI A FIRENZE. Punto. Questi sono i dati reali della manifestazione di ieri. Non so cosa abbiano visto i giornalisti (parola grossa) ma sui fatti concreti mi sembra stupido mentire. Che possa piacere o meno una persona, un’idea, un discorso possiamo parlarne quanto volete ma informare chi non c’era con notizie vere sarebbe un obbligo MORALE da chi ha fatto il giornalismo la sua ragione di vita. Lo so che “inventare” una realtà a scapito di politici compiacenti può portare vantaggi ma un minimo di coerenza ce l’abbiamo?

Il centrodestra (fiorentino) s’è desto

Una gravidanza no, ma sicuramente una lunga gestazione per tirare fuori dal cilindro un candidato da contrapporre alla lista di Nardella. Vorrei infatti ricordare che al contrario di quanto si pensi Firenze non è una piazza ambita e lo dimostrano i partiti che giocano alla meno (forse per comodo) e che lasciano sempre al candidato del centro sinistra di emergere ad ogni tornata al primo turno con l’unica eccezione di Giovanni Galli nel 2009. Addirittura Nardella si candida in una lista “civica” con il simbolo “rubato” ad una marca di assorbenti dove all’interno ci ha messo di tutto, dai coccodrilli all’aquila reale e forse anche i due leocorni che non si vedono nella nota canzoncina. “Alle porte coi sassi” si presenta Ubaldo Bocci “figlio” della società civile, manager e consigliere d’amministrazione del colosso finanziario Azimut come alternativa alle briciole di un centro sinistra che esiste solo sulla carta e che viaggia con un un refolo di vento in poppa da una ventina d’anni a questa parte. Personalmente non conosco Bocci ne posso dire se sia la persona giusta o meno, certo è che il mio voto, anche solo per veder scomparire l’uscente giunta lo prenderà sicuramente. Poi una volta insediato capiremo se sarà figlio di una nuova spartizione oppure il tanto sperato cambiamento. I numeri sui quali confrontarsi saranno tanti e pesanti e la sfida per dare un nuovo lustro a questa opaca città non sarà facile. Peggio di questi sarà difficile ma finchè non vedo, non crederò.

Misfiticatori della realtà

Recentemente il sindaco-violinista Nardella se ne è uscito con un opuscolo sulle cose fatte dalla sua giunta in vista delle prossime consultazioni elettorali. Tra la marea di supercazzole, gioco delle tre carte ed omissioni varie (ci vorrebbe un libro intero per spiegarle) recentemente è anche emerso che a seguito dell’inaugurazione della tramvia le attività commerciali lungo il percorso sono aumentate. Visto che qui non si tratta di conteggi da ragioneria ma semplicemente la pura osservazione della realtà, inviterei i fiorentini creduloni, quelli dei-ciuchi-che-volano, a percorrere a piedi i tratti (e limitrofi) dove passa la tramvia e osservare come i fondi vuoti e saracinesche tirate giù siano un numero impressionante, così come vuoti sono quei marciapiedi dove prima esisteva un discreto passaggio pedonale. La desertificazione della tramvia è un dato di fatto, reale e concreto, non un invenzione di una parte politica. La cosa bella è che nel “libro delle lodi” non vi sia traccia ne di bilanci, ne di chiusura degli esercizi commerciali, ne del reale apporto di tale progetto, e questo perchè i fiorentini non si fanno domande, ma vivono sperando che nessuno tocchi il loro orticello. Nessuno ancora si è premunito (a livello politico) di verificare se il progetto depositato allora sia stato realizzato in egual misura o siano state fatte “trasformazioni” come i pali neri in Santa Maria Novella. Io non posso credere che allora sia stato approvato un progetto del genere, ma ancora nessuno si è posto la domanda ne chiesto verifiche, per esempio. Non posso credere che nessuno abbia chiesto i bilanci (come ho fatto io il primo anno) che ogni anno minano il già precario bilancio comunale. Bugie, bugie e solo bugie alle quali nessuno ancora ha chiesto riscontri. Una città ferma oramai da 25 anni, abitata da zombie pronti a farsi un selfie sotto la Torre di Arnolfo o a festeggiare il Biancone restaurato quando non poco lontano le periferie stanno diventando dei dormitori e niente più. Prima di entrare nelle urne a Maggio fate un giro per la vostra città, ma non della vostra via, ne tantomeno del bellissimo centro storico. Andate nella direttrice Statuto – Morgagni, Novoli – Val di Nievole, Dalmazia – Leopoldo, girate per rendervi conto che non esistono più i quartieri come eravamo abituati a viverli ma solo delle aride vie e strade rovinate dalla presunzione di piccoli uomini eletti da un popolo cieco e sordo.

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